Autore: a.merenda Topic: LA CRISI DELLA POLITICA SORTINESE  (Letto 1104 volte)

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Offline a.merenda

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LA CRISI DELLA POLITICA SORTINESE
« il: 11:45:48 am, 15 Aprile 2010 »
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  • Quando passeggio per le strade di Sortino e guardo le sedi di partito mi coglie un rammarco, un dispiacere, un senso di vuoto dovuto al fatto che non esistono luoghi in cui le persone si sentono libere di confrontarsi, di dire la proporia opinione, di fare politica insomma.

    Esistono ancora i congressi, le assemblee, le riunioni dei vari gruppi politici ma manca la fase di rielaborazione dal basso. Le accese discussioni tipiche delle case del popolo, dei dopo lavoro e dei vari circoli.
    I giovani che si approcciano alla politica oggi come oggi sono dispersi tra i mille rivoli di internet, piuttosto che tra un contributo quà ed una mano lì alle diverse realtà associative.
    Manca per l'appunto un approdo. Un luogo in cui si sa che "li ci sarà gente che parla dei problemi del paese da un prospettiva X e là un altro gruppo di persone che parla della prospettiva Y"

    La privatizzazione della politica intesa come agglomerarsi di gruppi di individui legati da una relazione amicale,parentale, abitudinaria uccide il sano confronto basato sulle idee, sul pensiero, sulla capacità di confronto finalizzata alla sintesi, alla presa di posizione comune.

    Questo sfogo vuole essere anche un'autocritica. Un contributo mirato a mettere in discussione proprio tutto. Un tentativo di gettare un seme per ripartire da zero.
    Quasi un grido di aiuto verso chi ha più esperienza. Verso chi è disposto ancora a mettersi in gioco puntando tutto su un solo grande investimento: i figli, i giovani, il futuro.

    La premessa è inevitabile: le persone guardano le cose da punti di vista differenti, c'è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Tuttavia, bisogna ritrovare ciò che ci accomuna. Quello che pensiamo sia un terreno culturale su cui possiamo dibattere, anche aspramente.

    Il primo problema per i giovani: il rapporto tra individualismo, virtualità e spazi fisici.
    L'incessante richiesta e voglia di informazione deriva dalla necessità, da parte dei sortinesi e non solo, di ricominciare a ritenersi parte di una collettività che vive, pensa ed elabora il proprio futuro insieme.

    I gruppi politici servono a questo e non basta fare un incontro pubblico per ritenersi soddisfatti. Non basta andatre a sentire il sapientone di turno.

    E' essenziale, come dicevo, l'approdo. Il luogo in cui si leggono i giornali e li si commenta, dove ci si collega ad internet e si interagisce in maniera colettiva e non solo individuale, selettiva. Un posto dove si può andare il martedì piuttosto che il giovedì.

    Anzi, mi corrego. Ci vorrebbero diversi luoghi di questo tipo. O, ancora meglio, diverse stanze nel medesimo edificio. Quasi una metafora che vuole dire: a prescidenere dai punti di vista abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Poi, la posizione più "forte", quella che avrà maggiore presa sui cittadini risulterà quella vincente.

    La vittoria, il fne, quindi non deve rappresentare lo scopo ultimo. E' il processo, la strada, il percorso che viene intrapreso a determinare la qualità della nostra politica.

    Io sono un appassionato nonostante venga spesso frainteso. Amo la Politica ad odio i pregiudizi, i preconcetti, la viltà che sta davanti l'ignoranza. L'incapacità di non mettersi in discussione sulla base di ciò che ci accade.

    In questo forum avrò commesso anch'io diversi errori di questo tipo e per questo chiedo venia. Tuttavia ritengo opportuno riconoscere che possiamo uscire da questa situazione solamente acquisendo una nuova consapevolezza.

    Non più accuse sterile bensì pensiero, confronto e rielaborazione basata sul buon senso. Basta al potere per il potere, insomma.

    Appropriamoci degli spazi e facciamoli vivere, insieme.
    La biblioteca, il vecchio Municipio mi sembra un buon posto da cui ripartire.
    Basta soprusi, basta sottrazione di vita. Diamo credito alle nuove energie della Sortino che verrà.
    Per far questo cì'è bisogno di un'alleanza tra i "giovani di spirito". Per far questo non bastano le parole, ci vogliono i fatti.

    Offline Nello Bongiovanni

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    Re:LA CRISI DELLA POLITICA SORTINESE
    « Risposta #1 il: 12:15:29 pm, 15 Aprile 2010 »
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  • Questa volta ti devo fare i miei complimenti...



    Quando passeggio per le strade di Sortino e guardo le sedi di partito mi coglie un rammarco, un dispiacere, un senso di vuoto dovuto al fatto che non esistono luoghi in cui le persone si sentono libere di confrontarsi, di dire la proporia opinione, di fare politica insomma.

    Esistono ancora i congressi, le assemblee, le riunioni dei vari gruppi politici ma manca la fase di rielaborazione dal basso. Le accese discussioni tipiche delle case del popolo, dei dopo lavoro e dei vari circoli.
    I giovani che si approcciano alla politica oggi come oggi sono dispersi tra i mille rivoli di internet, piuttosto che tra un contributo quà ed una mano lì alle diverse realtà associative.
    Manca per l'appunto un approdo. Un luogo in cui si sa che "li ci sarà gente che parla dei problemi del paese da un prospettiva X e là un altro gruppo di persone che parla della prospettiva Y"

    La privatizzazione della politica intesa come agglomerarsi di gruppi di individui legati da una relazione amicale,parentale, abitudinaria uccide il sano confronto basato sulle idee, sul pensiero, sulla capacità di confronto finalizzata alla sintesi, alla presa di posizione comune.

    Questo sfogo vuole essere anche un'autocritica. Un contributo mirato a mettere in discussione proprio tutto. Un tentativo di gettare un seme per ripartire da zero.
    Quasi un grido di aiuto verso chi ha più esperienza. Verso chi è disposto ancora a mettersi in gioco puntando tutto su un solo grande investimento: i figli, i giovani, il futuro.

    La premessa è inevitabile: le persone guardano le cose da punti di vista differenti, c'è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Tuttavia, bisogna ritrovare ciò che ci accomuna. Quello che pensiamo sia un terreno culturale su cui possiamo dibattere, anche aspramente.

    Il primo problema per i giovani: il rapporto tra individualismo, virtualità e spazi fisici.
    L'incessante richiesta e voglia di informazione deriva dalla necessità, da parte dei sortinesi e non solo, di ricominciare a ritenersi parte di una collettività che vive, pensa ed elabora il proprio futuro insieme.

    I gruppi politici servono a questo e non basta fare un incontro pubblico per ritenersi soddisfatti. Non basta andatre a sentire il sapientone di turno.

    E' essenziale, come dicevo, l'approdo. Il luogo in cui si leggono i giornali e li si commenta, dove ci si collega ad internet e si interagisce in maniera colettiva e non solo individuale, selettiva. Un posto dove si può andare il martedì piuttosto che il giovedì.

    Anzi, mi corrego. Ci vorrebbero diversi luoghi di questo tipo. O, ancora meglio, diverse stanze nel medesimo edificio. Quasi una metafora che vuole dire: a prescidenere dai punti di vista abbiamo bisogno l'uno dell'altro. Poi, la posizione più "forte", quella che avrà maggiore presa sui cittadini risulterà quella vincente.

    La vittoria, il fne, quindi non deve rappresentare lo scopo ultimo. E' il processo, la strada, il percorso che viene intrapreso a determinare la qualità della nostra politica.

    Io sono un appassionato nonostante venga spesso frainteso. Amo la Politica ad odio i pregiudizi, i preconcetti, la viltà che sta davanti l'ignoranza. L'incapacità di non mettersi in discussione sulla base di ciò che ci accade.

    In questo forum avrò commesso anch'io diversi errori di questo tipo e per questo chiedo venia. Tuttavia ritengo opportuno riconoscere che possiamo uscire da questa situazione solamente acquisendo una nuova consapevolezza.

    Non più accuse sterile bensì pensiero, confronto e rielaborazione basata sul buon senso. Basta al potere per il potere, insomma.

    Appropriamoci degli spazi e facciamoli vivere, insieme.
    La biblioteca, il vecchio Municipio mi sembra un buon posto da cui ripartire.
    Basta soprusi, basta sottrazione di vita. Diamo credito alle nuove energie della Sortino che verrà.
    Per far questo cì'è bisogno di un'alleanza tra i "giovani di spirito". Per far questo non bastano le parole, ci vogliono i fatti.
    --------
    Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo.
    Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.

    Offline a.merenda

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    Re:LA CRISI DELLA POLITICA SORTINESE
    « Risposta #2 il: 15:55:29 pm, 15 Aprile 2010 »
  • Publish
  • http://www.canzoni-mp3.net/testo_destra_sinistra.htm

    Occhio ai ritornelli, quelli che la maggiorparte delle persone ignora..

    "L'ideologia, l'ideologia
    malgrado tutto credo ancora che ci sia
    è il continuare ad affermare
    un pensiero e il suo perché
    con la scusa di un contrasto che non c'è
    se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é "


    Auguriamoci quindi una buona Politica dove, a parte destra e sinistra, si riesca a far uscire Sortino, la Sicilia, l'Italia dal vicolo cieco in cui ci siamo ficcati.
    Quello in basso a destra... ;)

     

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