Autore: libera Topic: Siracusa: "Un regalo a pazienti e donatori"  (Letto 891 volte)

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Siracusa: "Un regalo a pazienti e donatori"
« il: 10:03:03 am, 08 Settembre 2011 »
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  • Siracusa, imminente il trasferimento a Ragusa e Catania dei laboratori di validazione biologica unità di sangue
    CRONACA 4 Settembre 2011    
       
    Riceviamo e trascriviamo, qui di seguito, la nota del Dr. Antonio Dario Genovese, Direttore Unità Operativa Complessa  e di Coordinamemnto di Immuno-ematologia e Medicina Trasfusionale dll'ASP n.8 di Siracusa
    "E’, ormai, una questione di giorni e quanto più volte dichiarato avrà compimento. Il progetto di trasferimento a Ragusa delle attività di laboratorio per la validazione biologica delle unità di sangue ed emocomponenti, raccolte nella provincia di Siracusa, pare imminente.
    Nelle prossime settimane sarà quasi certamente dato il via, dall’assessorato alla salute della regione siciliana, al passaggio delle competenze dai servizi trasfusionali di Siracusa ed Avola a quello di Ragusa e, di Augusta e Lentini al Vittorio Emanuele di Catania.
    Si tratta dell’ennesimo ridimensionamento delle importanti strutture di immunoematologia della provincia, che dovranno dismettere settori di laboratorio in favore di quelle extraprovinciali, che godranno degli incentivi, del potenziamento tecnologico, dell’impinguamento delle dotazioni organiche e delle somme stanziate per l’esecuzione dei test di laboratorio, riducendo così le risorse finanziarie assegnate alla provincia di Siracusa.
    Malgrado i significativi progressi registratisi, nell’ultimo decennio, nel campo della raccolta del sangue e delle attività trasfusionali, nella realtà sanitaria provinciale, che avrebbero meritato un trattamento ed una considerazione di segno diverso, si prospetta una penalizzazione mortificante gli sforzi compiuti dalle associazioni di volontariato del sangue, dagli operatori dei servizi trasfusionale e dalle direzioni aziendali che hanno fortemente creduto e sostenuto un modello organizzativo e funzionale del sistema trasfusionale provinciale, in grado di offrire ai cittadini qualità, sicurezza ed autosufficienza nella terapia trasfusionale.
    Certamente la provincia di Siracusa non è da meno di altre province regionali, sia in ordine alla popolazione residente, sia riguardo alla complessità delle unità operative presenti nelle strutture ospedaliere.
    Inoltre, la provincia di Siracusa conta un numero di case di cura e di posti letto per acuti ben superiore a quello di altre province limitrofe, tant’è che i consumi di sangue e di emocomponenti registrati sono nettamente superiori.
    Saranno trasferiti gli esami virologici per l’epatite B, per l’epatite C, per l’AIDS, per la sifilide e non solo, ma non saranno più effettuati localmente neanche i test di chimica clinica per la glicemia, l’azotemia, la creatininemia, la sideremia, la transferrinemia, le transaminasi eseguiti su ogni donazione di sangue e regolarmente forniti ai donatori volontari periodici.
    Nessuna argomentazione di ordine tecnico od economico giustifica questa scelta, anzi, i costi che la regione sosterrà saranno maggiori di quelli fatti oggi registrare in sede locale; già adesso, alle condizioni organizzative attuali, ciascun profilo analitico costa una cifra sensibilmente inferiore rispetto a quella prevista dalla stessa regione per il nuovo sistema.
    A questi costi si aggiungono poi quelli del servizio di trasporto giornaliero dei campioni di sangue, svolto da ditte esterne, con notevole aggravio delle spese di produzione degli emocomponenti. Malgrado la legge regionale stabilisse che si dovessero assicurare al cittadino i livelli essenziali di assistenza prioritariamente su scala provinciale, le richieste ripetutamente formulate e le osservazioni rese manifeste, sia sul piano tecnico-organizzativo e sociale, che di clinical governace e di health tecnology assessment, che economico-gestionale, non hanno, sin qui, trovato l’attenzione, la sensibilità e la riflessione dei decisori politici.
    Purtroppo, dobbiamo constatare che la logica ed il buon senso non sempre hanno ragione, ma qui è in discussione anche la gestione delle risorse economiche specie nel momento di gravi difficoltà attuali caratterizzate dal progressivo tentativo di contenimento della spesa sanitaria.
    E mentre per la Benemerita si è “usi obbedir tacendo e tacendo morir”, per chi da anni si impegna con zelo e passione al proprio lavoro ed al potenziamento della sanità siracusana, si impone il dovere di obbedire, sì, ma tacere non è possibile, né, tampoco chiudere le saracinesche senza rumore. I donatori di tutta la provincia di Siracusa, probabilmente, risentiranno di questi spostamenti, come pure i tempi di validazione e di disponibilità trasfusionale degli emocomponenti, per i pazienti. Possiamo e dobbiamo comunque assicurare a tutti, siano essi donatori o pazienti, il costante impegno del sistema trasfusionale provinciale per il rafforzamento e lo sviluppo delle competenze proprie."

    http://www.siracusanews.it/node/23949

     

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