Autore: ilclan Topic: randaggismo e senso di civiltà  (Letto 2041 volte)

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Offline ilclan

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randaggismo e senso di civiltà
« il: 16:34:00 pm, 22 Ottobre 2009 »
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  • Salve a tutti ,come al solito mi assillano parecchie domande e  questa e una di quelle che proprio mi passa più spesso in testa

    Palazzolo è un paese di cani........
    troppi ma proprio troppi randagi avvolte vi sono branchi che fanno veramente paura
    e guardate che non sono contro gli animali però quando e troppo e troppo inoltre vi ricordo che essendo animali anche se diciamo curati sono sempre vettori di malattie parassiti ed altro
    e inoltre i lori bisogni ...dove li fanno?

    e per quando riguarda i bisogni del miglior amico dell'uomo...i padroncini che li portano in giro
    quanti di loro hanno la paletta o simile per raccoglierli...visto che esiste una legge bisognerebbe metterla in pratica.......o no....

    perchè fatevi un giro...e occhio a non pestarle ;D
    nella società dell'avere io voglio essere

    Offline ilredeglignoranti

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    Re:randaggismo e senso di civiltà
    « Risposta #1 il: 16:03:51 pm, 28 Ottobre 2009 »
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  • Ho preparato nei mesi scorsi, al tempo del caso di Acireale, una bozza-proposta per il consiglio comunale per cercare di risolvere il problema, come la trovo la condivido con Voi, al fine di rilevare se è realizzabile e per capire le opinioni di Voi tutti in materia.
    saluti

    Offline ilredeglignoranti

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    Re:randaggismo e senso di civiltà
    « Risposta #2 il: 22:07:33 pm, 31 Ottobre 2009 »
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  • Proposta per  l’Amministratore Comunale per  risolvere il problema del randagismo e gestione dei cani di proprietà.
    Il presente documento non ha la pretesa di valore assoluto nel risolvere un annoso problema, ma la prerogativa di cercare di affrontarlo con strumenti semplici ed efficaci.
    Partendo dal rispetto delle norme nazionali in materia di animali domestici, confermata la struttura del cosiddetto sistema di microchip, ritenuta opportuna la futura applicazione del patentino x cani proposto dal ministero di riferimento.
    La presente proposta dovrà trovare la sua applicazione all’interno del Regolamento Comunale (quindi se ne dovrà  confermare la sua reale attuazione e non essendo un giurista diciamo la sua costituzionalità).
    Questo sistema si basa su una struttura binomia:
    1.   Applicazione di una quota fissa  (tassa di proprietà) sull’animale, una tantum annuale;
    2.   Applicazione di una quota variabile in funzione del peso dell’animale e della aggressività della razza.
    La quota fissa potrà essere formata dalle seguenti voci (corrispettivi):
    -   Parte A, a copertura delle spese per la gestione del sistema di controllo, rispetto ed applicazione della direttiva “parte amministrativa”;
    -   Parte B, a copertura delle spese per la gestione dell’ambulatorio” prime emergenze”, parte tecnica.
    La quota variabile constaterà  varie voci, considerata che essa è rapportata alla razza ed al peso dell’animale, si potrà cosi suddividere:
    -   Parte A, a copertura delle spese per il mantenimento della pulizia delle aree pubbliche e delle strade;
    -   Parte B, a copertura delle spese di vitto e alloggio  di eventuali animali abbandonati;
    -   Parte C, una pro-quota a copertura delle spese per mantenere con l’ASL, ass. veterinari, l’ assistenza medica e di farmaci;
    -   Parte D, una quota a copertura delle spese di fine vita .
    Dopo di ciò l’obbligo di rendere obbligatoria nel territorio comunale la cosiddetta RCC, responsabilità civile cani, un’assicurazione obbligatoria, per tutti i proprietari dei cani. All’interno di questa polizza dovrà essere prevista una quota per il risarcimento dei danni e  delle vittime ad opera dei cani randagi o diciamo senza proprietari.
    Sistema di controllo, rispetto ed applicazione (SCRA)
    Questo sistema che troverà il suo naturale percorso, nel già esistente ufficio comunale e in un certo senso manterrà  tutte le sue attuali funzioni; in più coordinerà i rapporti tra i vari soggetti attivi che fanno parte della gestione (ASL, forze dell’ordine). Tale organo riferirà direttamente all’Assessore al ramo.
    Per quanto riguarda la gestione della mera parte economica, l’ufficio ragioneria del Comune è già attrezzato, al limite dovrà creare dei singoli capitoli di bilancio.
    Altro punto, sarà che l’affidamento dei cani randagi, non ritenuti aggressivi per la collettività, a soggetti privati, che abbiano determinate caratteristiche, ed in un numero non superiore a 2 o 3 animali a soggetto. Ciò per evitare l’annoso problema dei canili “lager”, e lo sfruttamento economico degli stessi.
    Eventuali aiuti economici a questi soggetti potranno essere elargiti dal sistema SCRA, sentito l’ufficio di ragioneria e su disposizione della Giunta Comunale (o su un ordine del Sindaco)
    In poche parole le linee guida, dovranno portare ad un progressivo  e totale allontanamento dei randagi dalle vie e dall’aree pubbliche, per evidenti problemi riscontrati di igiene e di sicurezza.
    Eventuali randagi, che sicuramente ci saranno anche a regime del sistema, vedi conferimento dai paesi vicini, saranno affrontati dal SCRA con i sistemi già in vigore oggi.
    Inasprimento delle pene pecuniarie per quanto riguarda l’abbandono di cuccioli o cani nelle aree pubbliche e per chi somministra del cibo nelle strade e nelle aree pubbliche.
    Il sistema cosi presentato sembrerebbe “chiuso”, cioè lascerebbe poco spazio ad altri soggetti, e perciò si dovrà costituire una “commissione” (una specie di autority a costo zero), formata da rappresentanti  in numero uguale,  da ass. animaliste, ass. economiche del paese,  da comitato interstudentesco delle scuole superiori del paese (per rendere partecipi i giovani) ed eventualmente altre. 
    Per ovvie ragioni e per evitare “l’immobilismo amministrativo”, tale “commissione”avrà potere consultivo e non  esecutivo; riferirà al Consiglio Comunale , che sarà l’unico organo che avrà potere di modificare le quote economiche o di cambiare le regole del sistema.
    Per quanto riguarda i problemi dei controlli derivanti dall’ applicazione della direttiva, esistono già gli organi preposti, che saranno eventualmente sollecitati, se non ottemperano a quando di dovere, tramite il Consiglio su richiesta della “commissione”.
    Il sistema proposto da un lato si prefigge di cercare di arginare il problema del randagismo, con sistemi parte dei quali già in vigore;  dall’altro lato affronta il problema a livello locale, del cosiddetto “buco economico”, la Leggi emanate dalla Stato e dai suoi organi, come quasi sempre propongono e poi affidano agli enti locali tutte le “patate bollenti”.
    Prendendo spunto dal caso Acireale, avendo avuto modo di avere una pacata e costruttiva conversazione amichevole con il Sindaco di Acireale, ho scoperto che quel Comune aveva speso prima  del caso e dell’esplosione mediatica, circa 7 volte in più, di spese per la gestione degli animali rispetto alle spese per la gestione degli asili comunali, cosa che non ritengo corretta.
    Interessante sarebbe conoscere le percentuali fatte dal ns. Comune (70% cani, 30% bambini?).
    Ovviamente quello proposto non è la soluzione del problema, ma è il provare a trovare delle soluzioni semplici ed efficaci; e non delle soluzioni utopistiche, tante volte proposte, purtroppo, dalle ass. animaliste, meramente di parte, e quindi non deputate alla corretta gestione del problema.
    Se gli amministratori del forum ritengono opportuno, si potrebbe prendere questo documento di consultazione, far discutere il forum per un lasso di tempo prefissato; a conclusione di ciò, con tutti i consigli, i pareri, le opinioni dei vari utenti, si potrebbe stilare un documento conclusivo condiviso, da far lavorare al Consiglio Comunale.
    saluti

    Offline cicciog

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    Re:randaggismo e senso di civiltà
    « Risposta #3 il: 15:51:53 pm, 28 Novembre 2009 »
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  • anche quando vado con la sedia in via milano.
    nei pressi dell'isola ecologica vedo branchi di cani con la paura che mi aggrediscono 
    quella zona e frequentata da tanti bambini

     

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