Autore: a.merenda Topic: La croce: simbolo, identità (imposta?)  (Letto 2281 volte)

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La croce: simbolo, identità (imposta?)
« il: 17:20:08 pm, 05 Novembre 2009 »
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  • Indiscutibilmente facciamo i conti con la nostra cultura in tutti i gesti, gli atteggiamenti ed i modi di pensare che ci appartengono.
    Non è possibile, tuttavia, affermare che i simboli e le identità rappresentino "scatole sociali" entro cui si decide di ficcarsi liberamente.
    Molto spesso, chi sta in una posizione dominante (soprattutto politicamente) è in grado di autoalimentare un mito, una credenza, per mantenere e/o rafforzare il proprio potere.

    Cercando di liberarci da tutto questo vi invito a discutere assieme a proposito della decisione riguardante il divieto di affissione del Cristo crocifisso nei locali dei luoghi pubblici.

    Per quanto mi riguarda dico questo. La decisione elimina una consuetudine "imposta" dall'alto ed aumenta il potenziale di autonomia che le singole aggregazioni di persone avranno in determinati locali pubblici.
    Sono per una scelta ad hoc. Nel caso della scuola, si tratterebbe di una presa di posizione da parte di ogni classe previa analisi e discussione tra studenti e con i prof.

    saluti

    Offline SC

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    Re:La croce: simbolo, identità (imposta?)
    « Risposta #1 il: 18:45:13 pm, 07 Novembre 2009 »
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  • Per quanto mi riguarda dico questo. La decisione elimina una consuetudine "imposta" dall'alto ed aumenta il potenziale di autonomia che le singole aggregazioni di persone avranno in determinati locali pubblici.



    la decisione della coorte europea non elimina un bel niente
    1) perchè non ha reale efficacia sull'ordinamento italiano che deve innanzitutto rispondere delle sue leggi

    visto che vengono considerati in in vigore i regi decreti del 24 e del 28 che ne prescrivano la norma
    http://it.wikipedia.org/wiki/Crocifisso_nelle_scuole

    2)ricrea un dibattio che consente a berlusconi di recuparere parecchi voti cattolici che aveva perso causa la sua condotta non perfettamente  ortodossa

    3)l'autonomia per le sciocchezze crea solo anarchia, se in tutte  le scuole cominciano a discutere se mettere o no il crocifisso perdono tempo sulla cosa + importante che devono fare cioè STUDIARE.


    Passando invece nel merito della questione crocefisso si crocefisso no

    Poniamo una domanda semplice ammettendo che tutte le scuole abbiano avuto un crocefisso in classe quanti sono diventati per questo cattolici ?

    dubito fortemente che quel suppellettile abbia aiutato la causa cattolica

    detto questo allora perchè toglierlo?
    dicono perchè è il simbolo di una religione e non può stare in una scuola pubblica in quanto "turba" quelli che non appartengono a quella religione

    beh ma allora dobbiamo togliere tutte le croci che vediamo per strada , chiudere le chiese perchè espressione di una religione in una società "laica"

    che ragionamento è?

    una società LAICA si sente + rappresentata da un MURO VUOTO?

    un simbolo vale per il significato che si da, o crediamo che esso abbia davvero un potere occulto?

    eliminare il crocefisso significa applicare un ragionamento analogo a quello che i TALEBANI applicarono ai BUDDA nel loro paese.

    afghanistan islamico vuol dire niente simboli buddisti
    società laica  = niente simboli religiosi

    che ragionamento del cazzo è?

    c'è qualcuno che può dire che il cristianesimo nel bene o nel male non abbia rappresentato un aspetto della nostra società occidentale?

    c'è qualcuno sano di mente che possa dire che la croce non abbia rappresentato per il nostro popolo un simbolo con cui anche la cultura classica si sia confrontata?

    volete una prova  del simbolo cuturale della croce? ecco una strofa di una canzone di de andrè

    Citazione
    Non intendo cantare la gloria
    né invocare la grazia e il perdono
    di chi penso non fu altri che un uomo
    come Dio passato alla storia
    ma inumano è pur sempre l'amore
    di chi rantola senza rancore
    perdonando con l'ultima voce
    chi lo uccide fra le braccia di una croce
    .


    http://www.angolotesti.it/F/testi_canzoni_fabrizio_de_andre_1059/testo_canzone_si_chiamava_gesu_33023.html

    questa canzone rende al meglio il valore CULTURALE del crocefisso.

    come cazzo si fa a vedere  nella croce solo e soltando la religione

    la croce è sopratutto espressione di un nuovo modo di porsi di fronte all'essere umano, perchè indipendentemente da ciò che la religione ha poi in verità  portato è chiaro che i messaggio di quel simbolo richiama quelli idea.


    volete trovare un simbolo che nella storia ricordi meglio il perdono?

    la prima cosa che io penso quando guardo una croce non è dio ma un uomo che ucciso perdona

    questo non è un simbolo da mantenere?
    questo non è un valore da salvaguardare?

    solo gli imbecilli che misurano la cultura dal numero di libri che leggono come gli adolescenti misurano il loro pene non sanno capire questo.

    una società rappresentata da un MURO BIANCO è una società vuota, una società in cui non si  da la possibilità agli uomini di vivere dei valori, di credere in essi, e anche di contestarli non sta compiendo una reale azione educativa

    una società che si mette a fare la pedanteria sui simboli è squallida, cosa dovrebbero fare i cattolici rifiutare il tricolore perchè simbolo della MASSONERIA?
    Una scuola che non ha la PRETESA di saper dare il giusto significato ai simboli che contiene non è una scuola
    se si sceglie di ignorare piuttosto di CONOSCERE non stiamo facendo una scelta giusta.
    « Ultima modifica: 02:03:35 am, 08 Novembre 2009 da SC »
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    Re:La croce: simbolo, identità (imposta?)
    « Risposta #2 il: 16:49:10 pm, 08 Novembre 2009 »
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  • aggiungo da http://catania.blogsicilia.it/2009/11/crocifisso-sulla-facciata-del-teatro-bellini-di-catania/
    Citazione
    La sentenza di Strasburgo, su cui abbiamo scritto in questo post e in quest’altro (con due differenti punti di vista), continua a fare discutere (e non potrebbe essere altrimenti).

    E da stamattina anche il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania ha voluto esprimere il proprio parere in grande stile. Un grande crocifisso, infatti, campeggia sulla sua facciata.

    Lo ha deciso il sovrintendente Antonio Fiumefreddo, che ha commentato così: “La sentenza della Corte di Strasburgo offende l’identità millenaria dei cristiani e ferisce la storia di tolleranza e libertà dell’Europa. Una società è autenticamente libera se a ciascuno è data la libertà di esprimersi mentre desolante ed illiberale è quella società in cui occorre nascondersi per legge”.

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    Re:La croce: simbolo, identità (imposta?)
    « Risposta #3 il: 13:15:12 pm, 09 Novembre 2009 »
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  • Nascondersi mai, rispettare si.
    L'Italia non è solamente il luogo fisico che "contiene" lo Stato Vaticano. Si presume sia una comunità di individui che fanno riferimento a credi e spiritualità molteplici.

    Se vogliamo essere un'Europa veramente plurale dovremmo sforzarci di non apporre "monopoli" di qualsiasi genere alla nostra cultura.
    Le presunte radici cristiane d'Europa sono state spesso frutto, nella storia, di biechi accordi tra chi deteneva il potere temporale con i  gestori di quello temporale (in occidente la Chiesa Cattolica).

    Comprendo il senso di smarrimento dei più di fronte a questi "attacchi di laicità che minerebbero la nostra cultura".
    In realtà, di fronte a questa levata di scudi vedo solo tanta ipocrisia e subdoli giochi di potere.
    Figuriamoci se Gesù avesse avallato l'overesposizione di un simbolo di morte al fine di "lanciare un messaggio di amore" alle persone.
    Vi ricordo che non badava a simboli o accessori. Si "limitava" a fustigare sobillatori, corrotti. Aveva pure spiccate doti politiche: "date a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio".

    La scuola è di (anzi gestita da) Cesare, il quale, in Italia, si presume umile servitore di Dio in quasi tutte le formazioni politiche.
    In realtà questo "timor di Dio" (e di riflesso "timor di Cesare") costituisce moneta di scambio con "il terrore di cambiamento" degli italiani, i quali, con veemenza, rivendicano una cultura ed una spiritualità di matrice cattolica SOLO nelle statistiche.

    Strenui difensori della forma che, nella sostanza, avallano un manutengolismo disonorevole.

    Di certo non mi riferisco a tutti gli italiani. Solo alla maggiorparte.

    Offline SC

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    Re:La croce: simbolo, identità (imposta?)
    « Risposta #4 il: 14:55:16 pm, 09 Novembre 2009 »
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  • spaventa a me sembra che si confonda il rispetto con la vigliaccheria e l'incapacità a relazionarsi.

    imporre un cultura, significa che qualcuno  obbliga a pregare, o fa catechismo in una classe che no lo vuole.

    un crocefisso è solo un simbolo, è il simbolo del cristianesimo, ma per la nostra storia non è stata una cazzata

    i valori di tolleranza  e di rispetto umano sono nati dal movimento iniziato il cristianesimo, che esso non sia stato solo sempre tolleranza lo sappiamo, ma questo vale per qualsiasi fenomeno culturale,
    e come dire che l'illuminismo fu solo decapitazioni, o il marxismo solo le purghe staliniane

    un simbolo è ciò che vogliamo rappresenti, e se una scuola non sa insegnare un significato perde la vocazione per cui esiste.

    il crocefisso ha una dimensione culturale  laica indipendente dal suo valore religioso, ed è su questo che ci si deve interrogare.
    o mi vuoi dire che si deve essere per forza cristiani per perdonare, per scegliere la non violenza.

    se invece si preferisce il muro vuoto, se invece preferiamo essere senza palle per spiegare e insegnarecosa c'è in un simbolo, allora prima o poi diremo che la bandiera tricolore è inaccettabile perchè simbolo di una loggia massonica e espressione di un unità d'italia imposta (l'ha fatto già bossi guardacaso)

    non possiamo lamentarci che la gente cresce senza valori se nessuno tenta di darne qualcuno anzi cerchiamo di scegliere la via facile dell'eliminazione dei preesistenti.

    se quel crocefisso impedisse ad un solo uomo di essere ateo ti direi che hai ragione, ma non accade e un muro vuoto secondo me fa diventare scemi o meglio vuoti come quel muro.
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