Autore: a.merenda Topic: Sicilia. Tra politica e magia  (Letto 2497 volte)

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Sicilia. Tra politica e magia
« il: 17:20:01 pm, 09 Febbraio 2010 »
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  • http://download.kataweb.it/economia/Varie/Graf1_spesa.jpg

    Ecco quì un quadro generale della spesa in Italia suddivisa per regione.
    Di solito si dice che la spesa pubblica è maggiore dove governano le forze di sinistra.
    Particolari equilibri politici,storici e culturali ci dicono che non è sempre così...

    Studiosi come Mario Cagiagli (esperto di Regioni) sostengono, infatti, come siano le sub-culture locali e regionali a spiegarci taluni comportamenti politici.

    Ecco che alla cintura delle c.d. Regioni "rosse" (Toscana, Emilia Romagna, Umbria) devono annoverarsi quelle "bianche" (come il Veneto ad esempio) e la Sicilia (che, a dir la verità viene classificata anche come "nera", al fine di evidenziarne la sua componente culturale orientata all'anomia/anarchia piuttosto che al fascismo)

    Insomma la Sicilia come luogo in cui si sommano e si confondono colori/dominazioni culturali differenti che lottano tra loro senza sosta, in una terra di mezzo che non sa riconoscersi (se non nel Triscele*)



    * http://www.esoterya.com/triskele-simbolo-della-magia/2721/

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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #1 il: 02:29:18 am, 10 Febbraio 2010 »
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  • [Di solito si dice che la spesa pubblica è maggiore dove governano le forze di sinistra.
    Particolari equilibri politici,storici e culturali ci dicono che non è sempre così...

    di solito  chi lo dice?
    dove l'apparato pubblico è predominante è chiaro che la spesa pubblica è maggiore
    molte regioni rosse pur essendo governate dalla sinistra hanno un economia fortemente capitalistica, non dimentichiamo che barilla, gardini, e molti altri sono capitalisti dell'emilia romagna, a testimonianza che la politica non è tutto nella società
    in sicilia invece pur non essendo governati dalla sinistra , che comunque rispetto altre regione presenta una scadente classe dirigente, viviamo in pratica in uno stato "comunista" visto che tutto viene fatto attraverso il pubblico

    e nessuno riesce a pensare un idea di grosso livello che possa fare a meno di fonti pubblici.

    Studiosi come Mario Cagiagli (esperto di Regioni) sostengono, infatti, come siano le sub-culture locali e regionali a spiegarci taluni comportamenti politici.
    ha scoperto l'acqua calda in pratica

    Ecco che alla cintura delle c.d. Regioni "rosse" (Toscana, Emilia Romagna, Umbria) devono annoverarsi quelle "bianche" (come il Veneto ad esempio) e la Sicilia (che, a dir la verità viene classificata anche come "nera", al fine di evidenziarne la sua componente culturale orientata all'anomia/anarchia piuttosto che al fascismo)

    Insomma la Sicilia come luogo in cui si sommano e si confondono colori/dominazioni culturali differenti che lottano tra loro senza sosta, in una terra di mezzo che non sa riconoscersi (se non nel Triscele*)

    colori e dominazioni differenti che lottano senza sosta? ma di che stai parlando?
    stai parlando della stessa regione in cui vivo io? in cui ogni comune anche il + piccolo ha + di 100 impiegati all'attivo
    ogni comune non meno di 200 forestali.
    dove puoi trovare strade che franano e restano franate per quasi un anno,
    dove in tutti i paesi dicono di sapere chi sono gli spacciatori ma nelle caserme non ci sono denunce
    dove se contraddici una persona rischi fin'anco la vita per "il rispetto".

    senti io sono stato all'estero come so sei stato tu e a confronto la sicilia sembra un paese morto, non siamo come ci rappresentano d'accordo, ma qui c'è apatia non confronto/scontro culturale.
    appena fai notare che qualcosa non va cercano di ridurti al silenzio dicendo che non bisogna fare "sterili polemiche" , appena fai notare un fatto ti dicono che ci vuole l'opinione sul fatto altrimenti il fatto va nascosto perchè potrebbe danneggia l'idilliaco mondo marrone in cui viviamo.
    « Ultima modifica: 02:30:55 am, 10 Febbraio 2010 da SC »
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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #2 il: 11:16:03 am, 10 Febbraio 2010 »
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  • Veramente io il confronto/scontro culturale lo vivo ogni giorno, sia sul web che per strada.

    Che poi i politici se la fanno alla larga da questo confronto è altra cosa.

    Ma perchè lo fanno? perchè hanno qualcosa da nascondere?
    La risposta sembra intuitiva ma io non mi accontento.

    A me interessa riflettere sul possibile cambiamento di equilibri politici e culturali.

    Allora mi chiedo: qualora determinate "leggi" fossero condivise in toto dalla comunità siciliana le cose andrebbero meglio? Ci autoriconosceremmo come popolo che rispetta la legge?

    Ti ricordo, a proposito, che la legge è si quella formale "che esce" dalle apposite istituzioni, ma non solo.
    Il termine "istituzione" infatti riveste un duplice significato.

    Istituzione in senso giuridico-formale e in senso sociologico.

    La seconda è figlia della consuetudine che si genera dalle relazioni tra persone che condividono usi e costumi (o tradizioni) ben precisi.

    E' come la dinamica struttura-sovrastruttura e chi influenza cosa. La si può pensare come si vuole ma è indubbio che l'una agisca sugli sviluppi dell'altra.

    Ecco che "mettersi la cintura di sicurezza" può essere visto come un gesto di civiltà (la legge lo impone) come al contempo "non metterla" testimonia una consuetudine (fatalista) abbastanza condivisa che dice pressappoco così:
    "comu veni si cunta".



    Sulle sterili polemiche e sul rispetto dico questo (prendendolo in prestito dagli antichi): "u rispettu è misuratu, cu porta l'havi purtatu"

    Io cerco di averlo sempre quando faccio una critica senza pretendere di ricreare il mondo da una tabula rasa (atteggiamento alquanto megalomane).
    Discuto dei fatti che mi circondano accettando ogni critica.

    Sono soddisfatto quando stimolo il dubbio attorno un certo tema. Questa semina mi auguro serva a qualcosa.

    Ciò che non condivido è quando qualcuno intende propinare sentenze intorno ciò che ci accade. Non vi è nulla di definitivo. Dipende (molto) da noi.


    PS: l'apatia e molto spesso figlia della paura. Di una soggezione imposta che può essere superata  solo attraverso l'esaltazione di esempio concreti di successo.
    Tipo: guarda quello...è onesto, vive in Sicilia, sa fare bene il suo lavoro perchè si è sempre impegnato...Mette le sue competenze al servizio di tutti. Ci fa migliorare.
    Ci servono questi "soldati" per condurre una battaglia culturale. Spero di avere l'onore di conoscerne tanti

    Offline SC

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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #3 il: 00:49:32 am, 11 Febbraio 2010 »
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  • Amen

    Sulle sterili polemiche e sul rispetto dico questo (prendendolo in prestito dagli antichi): "u rispettu è misuratu, cu porta l'havi purtatu"

    spaventa dopo 160 post non hai ancora capito che a me del concetto classico del rispetto siciliano non me ne può fregare di meno.

    me ne sbatto i coglioni degli antichi che ci hanno lasciato una terra in cui i rapporti sociali sembrano quelli di 700 anni fa,

    mi è insopportabile  che qualcuno mi dia il lavoro per il nome di chi mi ha segnalato piuttosto che x le mie capacità.
    e mi è insopportabile non poterne  fare a meno.
    mi è insopportabile vedere 30 giovani anche laureati scannarsi in "concorsi" per il servizio civile e guadagnare 400 euro al mese

    e mi fa schifo  vedere la stessa situazione per i pon nelle scuole, e vedere i "curriculum " valutati da gente che non ha mai preparato un curriculum in vita sua ne fatto un colloquio di lavoro.

    mi fa schifo  venire a sapere che in una facolta affollatissima uno dei professori +  in vista era un porco che abusava del suo potere.

    e mi fa schifo sapere che gli studenti, ossia giovani con una certa cultura, sottostavano facendo finta di non vedere e di non sentire

    e tante altre cose che mi provocano una repulsione morale  verso quel "rispetto" mafioso che i "nostri" antichi ci hanno tramandato.

    riesco a sopportare tutto questo solo usando una cinica razionalità ma se ti senti impersonificato in questo sistema mi spiace  per te perchè io non ho alcuna intenzione di rispettarlo, posso accettarne l'esistenza ma non rispettarlo.

    quindi sta a te, SE  (E SOLO SE)  ti senti travolto dalle mie parole e non ti rendi conto che la tua persona per me non c'entra nulla con i ragionamenti  che TU proponi allora è  un limite della tua intelligenza, ma non chiedere di limitare la mia in nome di un concetto di rispetto che non condivido

    e invece di masturbarti il cervello solo sul problema del rapporto rappresentanza/politico per giunta limitandolo alle democrazie, come se  in altre organizzazioni sociali anche non democratiche e temporalmente diverse il potere non sia stato collegato a rappresentanza , il monarca assoluto che nei secoli passati rappresentava Dio o il mafioso nella criminalità organizzata rappresenta la famiglia
    allora  comincia a guardarti attorno usando i TUOI occhi non quelli degli autori di libri che non hai mai conosciuto, comincia a farti venire dubbi su tutto  quello che vedi attorno.
    « Ultima modifica: 03:01:58 am, 11 Febbraio 2010 da SC »
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    enrico tomasi

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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #4 il: 02:47:46 am, 11 Febbraio 2010 »
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  • Che poi i politici se la fanno alla larga da questo confronto è altra cosa.
    Ma perchè lo fanno? perchè hanno qualcosa da nascondere?
    La risposta sembra intuitiva ma io non mi accontento.

    la risposta è più semplice di quanto credi spaventa,
    boris makaresko diceva "molti dei nostri politici sono degli incapaci, i restanti sono capaci di tutto"

    mi pare che tu stesso hai seguito il topic di sinistra e libertà, due interventi da parte di qualche esponente politico palazzolese e provinciale, esclusivamente per cercare di negare l'evidenza.

    poi, chiaramente ci sono anche quei "leader" che fanno loro il motto "meglio tacere e passare per idiota, che parlare e dissipare ogni dubbio"
    « Ultima modifica: 03:15:47 am, 11 Febbraio 2010 da Enrico Tomasi »

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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #5 il: 09:49:42 am, 12 Febbraio 2010 »
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  •  ::) non credo le cose stiano esattamente in questi termini.

    Per come la vedo io l'esasperato individualismo (spesso predatorio) non ci consente neanche di nominare la parola rispetto.
    Se ci fate caso essa è stata accostata all'atteggiamentio omertoso, soprattutto in ambito criminale.

    Secondo me questo è un errore che non possiamo permetterci.

    I c.d. mafiosi sono coloro i quali non rispettano niente e nessuno. L'unico imperativo morale a cui obbediscono è l'affermazione dell' "io" sul resto del mondo.

    Quando parlo di rispetto mi riferisco essenzialmente a due cose:

    -in ambito sociale: riconoscimento di autorevolezza. Quindi obbedienza al leader

    -in ambito giuridico: l'osservanza "socratica" della legge


    Ora, dato che essa (la legge) viene determinata secondo accordi frutto di patti formali e/o taciti (consuetudini) direi che, pur nella sua difficile comprensione (Kafka ce lo ricorda) va fronteggiata in maniera quanto più lucida possibile.

    @ Enrico.
    Può darsi che che le cose stiano come tu dici (riguardo i politici) ma sono anche consapevole che il loro "essere" è anche frutto di una scarsa qualitùà delle relazioni reciproche tra le persone dovute ad un bassissimo livello di "fiducia" che l'uno ripone sull'altro.


    Tutto questo aumenta l'incertezza e l'instabilità le quali fatalmente costituiscono i motori di quel cambiamento che molti auspicano senza, tuttavia, riuscire ad intravedere cosa comporti.


    Accetto lo sfogo di SC ed in grossa parte lo condivido anche se non credo si tratti di "cinicarazionalità" bensì di un moto d'orgoglio e sofferenza per le sorti della propria terra.

    Offline SC

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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #6 il: 22:23:20 pm, 12 Febbraio 2010 »
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  • I c.d. mafiosi sono coloro i quali non rispettano niente e nessuno. L'unico imperativo morale a cui obbediscono è l'affermazione dell' "io" sul resto del mondo.

    senti ho vissuto 10 mesi a palermo per il servizio militare  e la parole che ho sentito + spesso ogni giorno è stata la parola "RISPETTO",  e non ho mai sentito ne prima ne dopo quella parola ripetuta con un senso di prepotenza e violenza così come in quel periodo

    Quando parlo di rispetto mi riferisco essenzialmente a due cose:

    -in ambito sociale: riconoscimento di autorevolezza. Quindi obbedienza al leader
    beh i mafiosi sono "autorevoli e pieni di carisma e sanno incutere rispetto" dei veri leader quindi  che dici gli obbediamo?

    -in ambito giuridico: l'osservanza "socratica" della legge
    che significa?
    "so di non sapere" applicato alla legge?

    Accetto lo sfogo di SC ed in grossa parte lo condivido anche se non credo si tratti di "cinicarazionalità" bensì di un moto d'orgoglio e sofferenza per le sorti della propria terra.

    senti la cinica razionalità non è lo sfogo, bensi il mezzo con cui si può sopravvivere in una terra che si disprezza e in cui ci si può stare perchè i tuoi principali legami sono qui
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    Re:Sicilia. Tra politica e magia
    « Risposta #7 il: 16:59:03 pm, 15 Febbraio 2010 »
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  • Incutere timore per avere in cambio il "rispetto" non è ciò di cui sto parlando (quella la chiamo arroganza e violenza, appunto)

    Con autorevolezza voglio fare riferimento alla capacità di far condividere i "motivi" che stanno alla base di un'azione (e di un pensiero) poichè ritenuti legittimi,condivisibili.

    Se ai c.d. mafiosi è dato questo tipo di deferenza bisogna chiedersi il perchè.

    Penso che se si fosse trattato solo di "monopolio della forza" non sarebbero riusciti a farsi legittimare (da molti) il potere di cui dispongono.

    A mio parere, tuttavia, continuiamo a sbagliare.

    Bisogna mettersi d'accordo su cosa intendiamo per mafia (consapevole che ci sono biblioteche che ne parlano).
    Per alcuni è un "tratto culturale", per altri "un fatto politico", per altri ancora "l'altra faccia del capitalismo"..

    allora?

    Io scelgo la quarta via: una storiella attraverso cui si cerca di mischiare tutto in un terribile calderone fatto di paure in modo da immobilizzare psicologicamente le persone (guardacaso quelle che nell'attuale sistema economico è bene che pensino il meno possibile)

    Se si cominciasse a chiamare le cose col proprio nome già faremmo un passo avanti.
    Diciamo, allora che in Sicilia, come nel resto del mondo, esiste gente onesta e gente disonesta.
    Poi ci sono quelli che si organizzano meglio e peggio dall'una e dall'altra parte.

    La criminalità organizzata siciliana, a quanto pare, ha da un pò di decenni, avuto la meglio sulla "comunità civile organizzata".

    COSA NOSTRA batte RES PUBLICA siciliana.

    Come mai? Sono più bravi?

    Non credo. Penso che molto attenga alla PAURA. Quella che viene diffusa costantemente dai media..e dai cantastorie.

    Quella stessa paura che ci immobilizza quando ci vengono a raccontare che le giovani generazione hanno sulle loro teste un debito (quasi un peccato originale) da estinguere chissà quando...

    Ma con chi avremmo questo debito? (scusate per l'off topic). Perchè non se ne parla mai?

    E la paura è direttamente connessa all'ignoranza. Poichè è lo stolto che si fa soggiocare.


    Su Socrate.
    Intendevo dire che sebbene stesse subendo un'ingiustizia disse ai suoi qualcosa del genere: "non posso andare contro ciò che la legge mi impone perchè altrimenti non darei il giusto esempio".
    Poi, la cicuta, da stoico.

    Sulla cinica razionalità.
    E' bene utilizzarla ma non mi fido troppo neanche di lei.



     

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