Autore: Consulta Giovanile - Informagiovani - Giosef Topic: riunione in cgil per gli studenti di beni culturali  (Letto 2193 volte)

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riunione in cgil per gli studenti di beni culturali
« il: 15:01:58 pm, 10 Febbraio 2010 »
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  • ciao a tutti, inviamo una notizia che interesserà gli universitari:

    mercoledì 17 gennaio alle ore 18.00 presso la sede provinciale della cgil di siracusa si terrà una riunione per discutere della recente normativa che limita ulteriormente gli sbocchi professionali dei laureati di scenze dei beni culturali.

    fonte: cgil siracusa
    .."lo sai qual è l'età più bella? Te lo dico io qual è. È quella che uno c'ha. Giorno per giorno. Fino a quanno schiatta"...

    il sorpasso

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    Offline Joe Allan

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    Re:riunione in cgil per gli studenti di beni culturali
    « Risposta #1 il: 16:29:49 pm, 21 Febbraio 2010 »
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  • Io mi auguro anche che i poli universitari di Ragusa e Siracusa possano in qualche modo rimanere aperti che sono una risorsa indispensabile per lo sviluppo del nostro territorio ma anche una valvola di sfogo per il centro storico di Catania che negli ultimi anni è stato letteralmente invaso dalla popolazione studentesca di mezza isola

    Purtroppo però la storia del polo decentrato di SR sembra che stia diventando veramente critica
    leggete qua dal giornale di SR  :-[

    Citazione
    Gli enti locali aretusei avviano l'azione legale contro l'ateneo
    Università, la parola passa ora ai giudici
    Il futuro sarà nel quarto polo con Ragusa

       
    di Sergio Molino   
    Lunedì 15 Febbraio 2010 - 20:47

    Siracusa - La disputa tra gli enti locali siracusani e l’università di Catania passa in mano ai legali. Un provvedimento che, fino all’ultimo istante, si è provato a scongiurare versando, ad esempio, la quota prevista per l’anno accademico 2008/2009 e l’acconto per quello corrente. Segnali incontrovertibili per manifestare la ferma volontà di Siracusa a voler mantenere il rapporto con l’ateneo catanese. Nonostante le buone intenzioni, però, e la comunicata disponibilità ad onorare i versamenti pregressi dovuti mediante alcune rateizzazioni, il rettore Recca, agli inizi di febbraio, ha trasmesso una lettera alla provincia di Siracusa per dichiarare risolto ogni impegno in merito alla fornitura dell’offerta didattica nella nostra città.

    L’ente ha così imboccato l’ultima strada praticabile, peraltro avallata dai consigli comunali e provinciali, incaricando uno studio legale per supportare l’amministrazione nella vicenda che la vede contrapposta all’università di Catania intenzionata a chiudere i corsi di laurea in beni culturali e perfino architettura.
    Si è tenuta stamattina, nei locali di via Roma, una conferenza stampa congiunta con la partecipazione del sindaco Visentin, del presidente Bono e dell’avvocato Carlo Comandè in rappresentanza dello studio legale Pitruzzella che tutelerà gli interessi degli enti locali siracusani sul rispetto della convenzione con l’università di Catania.
    “Lo scorso 5 gennaio – ha detto il presidente della provincia – l’Università ci ha intimato il pagamento del presunto debito pregresso, fissando la data del 25 gennaio come termine ultimo. Il 28 gennaio ci ha comunicato la chiusura della facoltà di Architettura e dei corsi in Beni Culturali. Ebbene, in primo luogo respingo l’accusa di morosità, ed è bene chiarire, infatti, che da quando mi sono insediato l’ente che ho l’onore di presidente non è mai stato moroso. In un anno, e malgrado le enormi difficoltà economiche ereditate dalla precedente gestione, abbiamo pagato ben 6 milioni e mezzo di euro, e cioè l’intera annualità 2008-2009 e l’acconto per il 2009-2010. E’ l’università, invece, in difetto di rendicontazione, perché avrebbe dovuto giustificare la spesa di quanto riscosso entro il 31 dicembre 2009. Non solo non lo ha fatto, malgrado ciò la provincia ha ugualmente versato l’acconto per l’anno 2009-2010 senza fare appello alla mancata rendicontazione perché non voleva creare ostacoli alla possibilità di raggiungere un accordo sull’offerta formativa. Per quanto riguarda il pregresso, occorre sottolineare che i ritardi sono avvenuti tutti sotto la gestione delle precedenti amministrazioni e sempre a causa della mancata rendicontazione da parte dell’università di Catania. Siamo di fronte ad un obbligo formale dell’ateneo catanese, disatteso e in assenza del quale un ente pubblico non può pagare”.
    Fortemente contrariato Bono si è scagliato contro chi, a suo dire, sta attuando azioni di “sciacallaggio politico” provando a speculare su questa vicenda per far ricadere ogni colpa sull’attuale giunta di governo. Un evidente riferimento alla passata amministrazione ritenuta, invece, la reale colpevole del pesante accumulo di debiti. Dal canto suo, l’ex presidente della provincia, Marziano, aveva dichiarato nei giorni scorsi che lo stop dei pagamenti fu determinato da un contenzioso giudiziario scoppiato in quegli anni. E che comunque tutte le somme previste erano state regolarmente iscritte nel bilancio dell’ente.
    “Non abbiamo scelto prima la via del contenzioso contro le decisioni dell’Università – ha ancora spiegato Bono - poiché non volevamo fare guerra a nessuno, ma lavorare per una soluzione una soluzione condivisa . Abbiamo, purtroppo, dovuto prendere atto che l’università di Catania non intende retrocedere dalle sue posizioni e quindi abbiamo dato mandato pieno ai nostri legali di tutelarci in ogni sede. Puntiamo a mantenere l’offerta formativa universitaria a Siracusa a partire da Architettura, ma in generale puntiamo alla conferma delle convenzioni esistenti. Intanto lavoriamo per un quarto polo, per il quale abbiamo già con il sindaco di Ragusa e Siracusa ed il presidente della provincia Ragusa , presentato la relativa richiesta al Ministero, dove contiamo sul sostegno efficace della segreteria tecnica del ministro .”
    Il quarto polo statale con Ragusa fa sperare positivamente il sindaco aretuseo, nonché presidente regionale dell’associazione dei comuni siciliani. Visentin si è dichiarato fiducioso sull’attuazione del progetto attendendo dal ministero buone notizie entro qualche settimana. “Utilizzeremo – ha detto - le risorse che già mettiamo in campo nelle convenzioni con l’Università di Catania. Con Ragusa potremmo prospettare un’offerta formativa per il sud est siciliano.”
    Non esiste un problema “Siracusa”, ha infine sottolineato Bono, ma una scelta dell’ateneo catanese di revocare i corsi presso le sedi delocalizzate per contenere i costi. Siracusa rimarrà sede universitaria, ha promesso, anche attraverso nuove soluzioni che saranno in grado di rispondere compiutamente alle aspettative della città e dei suoi giovani.



     

     

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