Autore: Visitatore Topic: Brunetta vieta l'uso privato di internet ai dipendenti pubblici  (Letto 1313 volte)

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Arrivano istruzioni ad amministrazioni pubbliche e travet sull'uso di internet e della casella di posta elettronica. In 5 pagine il ministro anti-fannulloni Renato Brunetta fornisce, con una direttiva diramata martedì, le indicazioni per «un giusto bilanciamento» tra i diritti individuali e il potere di controllo dell'amministrazione. No, dunque, all'accesso in siti inseriti in black list, sì all'utilizzo di internet per assolvere incombenze amministrative e burocratiche private senza allontanarsi dal posti di lavoro. «L'utilizzo delle risorse Ict da parte dei dipendenti, oltre a non dover compromettere la sicurezza e la riservatezza del sistema informativo, - è scritto in una direttiva del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta - non deve pregiudicare ed ostacolare le attività dell'amministrazione o essere destinato al perseguimento di interessi privati in contrasto con quelli pubblici».
 
 Rispetto del principio di proporzionalità nei controlli
Nei controlli, spiega la direttiva, le amministrazioni sono tenute a rispettare il principio della proporzionalità, «che si concreta – spiega il documento – nella pertinenza e non eccedenza delle attività di controllo». Non ammissibili, comunque, «controlli prolungati, costanti e indiscriminati». E, ancora, l'utilizzo di tecnologie e strumenti di controllo sull'uso della rete e della posta elettronica deve essere fatto rispettando le procedure di informazione e consultazione delle rappresentanze sindacali dei lavoratori. Inoltre i lavoratori devono essere informati preventivamente dell'esistenza di dispositivi di controllo installati. Alle amministrazioni si consiglia l'uso di sistemi e filtri che prevengano l'accesso a siti inseriti in una sorta di black list o il download di file o software particolari.
 
 Software nelle Pa contro gli usi impropri
L'amministrazione pubblica - invitata a dotarsi di software per impedire l'accesso a siti con contenuti o finalità vietati dalle legge - deve predisporre misure per ridurre il rischio di usi impropri di internet. Viene ricordato quanto previsto dal Codice di comportamento («Il dipendente non utilizza a fini privati materiale o attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio»), richiamate le sentenze contabili della Corte dei conti che hanno sanzionato l'indebito utilizzo della connessione a Internet da parte del dipendente «statuendo che essa configura profili di responsabilità» per «il danno patrimoniale cagionato all'amministrazione consistente nel mancato svolgimento della prestazione lavorativa durante le ore di connessione». La Corte ha anche osservato che a seguito di ripetute e significative anomalie l'amministrazione possa svolgere verifiche ex post sui dati di accesso alla rete dei dipendenti.
 
 Pc, solo per lavoro
Il dipendente, precisa la deliberazione, ha anche l'obbligo di impedire che altri utilizzino indebitamente il pc. Vengono citati i principi contenuti nelle linee guida del Garante (deliberazione 1° marzo 2007 n. 13) per l'utilizzo nei luoghi di lavoro della posta elettronica e di internet. Il datore di lavoro può riservarsi di controllare l'effettivo adempimento della prestazione di lavoro e il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro, ma nel rispetto della libertà e della dignità dei lavoratori, tenendo conto, in particolare, di quanto dettato dallo statuto dei lavoratori, che prevede il divieto di installare apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori. Per esempio, il datore può verificare se vi è stato un indebito utilizzo della connessione alla grande rete da parte del dipendente, ma non può indagare sul contenuto dei siti visitati. I lavoratori devono, inoltre, conoscere a quali controlli sono sottoposti, le modalità di trattamento dei dati e le eventuali sanzioni previste.
 
Tutela della segretezza nell'utilizzo della posta elettronica. Le amministrazioni, dunque, devono esplicitare regole e strumenti per l'utilizzo delle e-mail, contemperando le esigenze di un corretto svolgimento della vita lavorativa e prevenendo inutili intrusioni nella sfera personale dei lavoratori e la violazione della segretezza della corrispondenza. (N.Co.)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/05/direttiva-brunetta-uso-internet-emal.shtml?uuid=60825862-4ab5-11de-b219-4e35f9c290e3&DocRulesView=Libero

Offline Paolo Lia

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Re:Brunetta vieta l'uso privato di internet ai dipendenti pubblici
« Risposta #1 il: 12:44:53 pm, 29 Maggio 2009 »
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  • purtroppo il caro ministro brunetta dimentica che in tante occasioni chi lavora nella pubblica amministrazione pur di non creare disservizi ai cittadini mette mezzi e materiali di tasca propria invece di occuparsi di queste stronzate perchè non comincia a rimodernare la pubblica amministrazione, fornendo le attrezzature ed i materiali che grazie ai tagli operati dal governo non arrivano?
    faccio solo un esempio carta in formato a4 ed a3 che bisogna elemosinarla in giro per i vari uffici finchè uno non si stanca e se la porta da casa vorrei dare un consiglio al nanoministro brunetta il taglio fallo sul tuo stipendio e dacci la possibilità di lavortare.
    "OGNI VERO UOMO DEVE SENTIRE SULLA PROPIA GUANCIA LO SCHIAFFO DATO A QUALUNQUE ALTRO UOMO"

     

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