Autore: Visitatore Topic: 180 sterline di rimborso per un idraulico, ecco cosa fa indignare gli inglesi  (Letto 1160 volte)

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enrico tomasi

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Imbarazzo per il premier gordon brown

Londra, scandalo per le spese dei ministri
Il quotidiano Daily Telegraph rivela cifre e dettagli sui rimborsi spese «gonfiati» a spese dei contribuenti
 
Il Primo ministro inglese Gordon Brown (Ap)
MILANO - Lo scandalo delle note spese gonfiate di ben 13 ministri del governo britannico riempie i giornali inglesi. Il Daily Telegraph dedica ben 9 pagine alla vicenda che sta travolgendo il primo ministro Gordon Brown. La notizia domina i media britannici da quando -giovedì sera- il sito del quotidiano ha pubblicato una lunga e dettagliata inchiesta sulle spese dei ministri.

SPESE «PAZZE» - Il ritratto che ne esce dell’esecutivo laburista è ben poco lusinghiero. Il primo scandalo risale al marzo 2008, quando si scoprì che il ministro dell’Interno, Jacqui Smith, si era fatta rimborsare le spese per i filmini porno acquistati dal marito. Ma l’episodio non è servito d’avvertimento ai colleghi che hanno continuato a gonfiare le note spese. Lo stesso primo ministro, ha rivelato il Telegraph, si faceva rimborsare dai contribuenti la donna delle pulizie che divideva con il fratello Andrew, alto dirigente di Edf Energy. Brown rimborsava infatti al fratello le oltre seimila sterline spese per le pulizie dei loro due appartamenti del quartiere londinese di Westmister. Un portavoce di Brown ha confermato inoltre che il premier aveva ricevuto un rimborso di 150 sterline (circa 168 euro) nel 2006 per un intervento idraulico, affermando però che si era trattato di un errore prontamente rimborsato da Brown, «non appena ne è giunto a conoscenza». Ma il Telegraph insiste. Il ministro della Giustizia, Jack Straw, è riuscito a farsi rimborsare delle imposte locali che non aveva nemmeno pagato. Straw, in effetti, si è scusato per «l’errore», affermando che «la contabilità» non è mai stata il suo forte.

GLI «ESCAMOTAGE» DEI MINISTRI - Al centro di molti dei «trucchetti» ministeriali c’è la legge che autorizza i parlamentari al rimborso spese per i costi di una seconda residenza, quando vengono eletti in un collegio fuori Londra. I ministri sembrano non essersi lasciati sfuggire la «scappatoia»: come il ministro degli Esteri David Miliband, che si è fatto rimborsare quasi 30,000 sterline (circa 33,600 euro) in cinque anni per la residenza nel suo collegio elettorale, una proprietà del valore di 120,000 sterline. Non mancano le richieste di rimborso per spese «stravaganti»: sempre il ministro degli Esteri ha chiesto 180 sterline a trimestre per lavori di giardinaggio nella sua villa sulla costa a South Shields. O il sottosegretario con delega per il Galles Paul Murphy, che si è fatto rimborsare oltre 3.000 sterline per un nuovo sistema di acqua calda per la sua seconda casa: ha inviato una lettera all’Ufficio spese del parlamento spiegando che l’acqua usciva troppo calda dai rubinetti. Secondo il Telegraph, per garantirsi comodità a spese dei contribuenti alcuni ministri sarebbero ricorsi a trucchi elaborati e illeciti. Come il ministro degli Alloggi Margaret Becket che ha cambiato casa tre volte e ogni volta si è «regalata» un televisore nuovo: dichiarava la sua prima casa come residenza secondaria per farsi rimborsare le spese.

RIFORMA DEI BENEFIT - Dalla prospettiva italiana verrebbe da sorridere. I ministri non hanno infranto di fatto nessuna legge con le loro note spese; ma le rivelazioni del Telegraph sono imbarazzanti per un premier che -in un momento di grave crisi economica per il paese- si è impegnato a riformare il sistema dei benefit parlamentari limitando gli sprechi. Le note spese avrebbero dovuto essere rese pubbliche in luglio, il Telegraph ne ha avuto un' anticipazione. Il «Guardian», uno dei quotidiani concorrenti, ha osservato che «una copia del Cd con tutti i dettagli delle spese è stata offerta negli ultimi mesi a una serie di quotidiani per una somma a sei cifre». Ovvero, il Telegraph è il solo che ha accettato di pagare oltre centomila sterline per averla. Intanto il Daily Telegraph, per par condicio, promette altre rivelazioni: sabato, il quotidiano intende occuparsi dei rimborsi spese dei parlamentari dell’opposizione conservatrice.


(http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_08/GB_spese_ministri_9fc00376-3bb5-11de-a872-00144f02aabc.shtml)





 

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