Autore: negi Topic: Manifestazione - Dove è finita l'agenda rossa di Paolo Borsellino?  (Letto 1187 volte)

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Offline negi

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DOMENICA 19 LUGLIO
DOVE E’ FINITA L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO?
In collaborazione con i Grilli Aretusei
Info: 328 661 51 90 - 338 760 69 44 (siracusa@naturasicula.it)
Contributo: € 15,00
Prenotazione obbligaoria: entro venerdì 10 luglio
Durata: intera giornata, pranzo e cena a sacco


 Questo evento si pone l’obiettivo concreto di sollecitare i vertici dello Stato e “coloro che sanno ma non parlano simulando amnesie insensate” a scoprire il velo di mistero e di menzogne che avvolge le stragi del ‘92/’93.
L’elemento centrale della famosa trattativa tra politica e Cosa Nostra è la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino che portava sempre con sé e sottratta dalla sua borsa di cuoio il tragico pomeriggio del 19 luglio del 1992, tra le fiamme e lo sgomento dell’Italia intera.
Con questo gesto si chiederà giustizia per i familiari delle vittime e per noi tutti cittadini italiani, da troppo tempo inermi e rassegnati dinnanzi ad una verità taciuta dai poteri forti, una verità che potrebbe restituirci quella dignità e quella fierezza di sentirsi italiani da troppo tempo negataci.
Vi chiediamo di partecipare se siete stanchi di essere assorbiti dall’omertà e dall’indifferenza che prevalgono in Italia e se siete pronti a “sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

PROGRAMMA:

Ore 9:00 – Partenza in pulmann da Siracusa: a Piazza S. Giovanni
Ore 12:00 – Sit-in in via D’Amelio a Palermo: lettura di varie parti della sentenza Borsellino Bis, interventi vari e testimonianze

Ore 16.55 – Ora della strage: si osserverà un minuto di silenzio

Ore 17:00 – Interventi di Giulio Cavalli e di Marilena Monti, autrice della poesia dal titolo "Al giudice Paolo".

Ore 18:00 – Corteo ciclo-pedonale da via D'Amelio verso il quartiere Kalsa, passando per i luoghi dove è cresciuto il magistrato, con arrivo a piazza Magione.

Ore 21:00 – Partenza da Palermo per Siracusa.



 
Di seguito pubblichiamo la lettera scritta da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo:

Veniamo alla partecipazione per il 19 luglio a Palermo. Innanzitutto non vorrei che quello che stiamo preparando venisse chiamato o inteso come “commemorazione”. Le commemorazioni si fanno in Via D’Amelio a Palermo ormai da 17 anni e quello che io voglio fare è proprio spezzare questa catena che sta diventando ormai una abitudine. Per alcuni, i palermitani, forse gli stessi che parteciparono alla cacciata dei politici dalla cattedrale di Palermo il giorno dei funerali dei ragazzi della scorta e che oggi sembrano avere dimenticato quei momenti di indignazione e di rivolta, è un momento per risollevarsi dall’indifferenza e dall’assuefazione nelle quali sono ricaduti e per giustificare davanti alla propria coscienza, con una sempre più stanca partecipazione di qualche ora di quel giorno, il loro silenzio di oggi, Per altri, i complici morali o materiali di quella strage, è un periodico ritornare sulla scena del delitto ed assicurarsi che le vittime siano state effettivamente eliminate; il mettere corone e sentire suonare il silenzio è qualcosa che psicologicamente li rassicura, è proprio il silenzio che vogliono fare calare sui veri motivi e i veri mandanti di quella strage.
Ma quel giorno il buio che questo sistema di potere ha fatto calare su tutto quanto riguarda Via D’Amelio, il centro del SISDE sul castello Utveggio, l’agenda rossa sottratta e per cui viene negato anche un dibattimento in un pubblico processo, si deve necessariamente interrompere e per un giorno i riflettori sono accesi e illuminano tutta la scena. E’ questo momento di pausa nelle tenebre che io voglio sfruttare per fare arrivare alla massa inerme dell’opinione pubblica il nostro grido di verità e di giustizia. E’ perché questo grido sia abbastanza forte e faccia tremare gli avvoltoi che come ogni anno caleranno in via D’Amelio è necessaria una massa di gente, che, ognuno con la sua agenda rossa levata in altro a simboleggiare la nostra voglia di Giustizia, gridi a questi impostori, a questi sciacalli, la proria rabbia.Ma non si potrà esprimere per questa iniziativa una solidarietà di massima, dire che Palermo è troppo lontana, che non si ha il tempo. E’ troppo spendere un giorno della nostra vita per chi ha dato la nostra vita per noi?: Questa non deve essere una manifestazione qualsiasi, deve essere quella scintilla che dovrà provocare un incendio nella massa amorfa di chi non sa, non si rende conto del baratro in cui è precipitato il nostro paese. Da Palermo è cominciato tutto e a partire da Palermo tutto deve cambiare. E’ la nostra ultima occasione o dobbiamo rassegnarci a vivere in un paese di schiavi. E non basterà neanche partecipare, bisognerà che ciascuno di noi si attivi al massimo delle proprie possibilità perché questa manifestazione abbia il massimo della partecipazione e il massimo della risonanza. O sarà ancora una occasione sprecata. E non credo che possiamo permettercene ancora.

Salvatore Borsellino.

 

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