Autore: Sergio Topic: HO PAURA DEL FUTURO!  (Letto 1325 volte)

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Offline Sergio

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HO PAURA DEL FUTURO!
« il: 13:46:26 pm, 16 Luglio 2009 »
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  • ECCO COSA RIPORTAVA STAMATTINA IL SITO DELL'ANSA E LE MAGGIORI TESTATE GIORNALISTICHE:




    MEZZOGIORNO: SVIMEZ, SALE DISOCCUPAZIONE
    ROMA - Al sud cresce la zona grigia della disoccupazione che raggruppa scoraggiati e lavoratori potenziali: 95 mila persone in più lo scorso anno. Secondo il rapporto Svimez, dal 2004 al 2008 "i disoccupati impliciti e gli scoraggiati sono aumentati di 424 mila unità". "Considerando anche questa componente, - dice ancora lo Svimez - il tasso di disoccupazione effettivo del sud salirebbe a oltre il 22%", è scritto nel Rapporto. Nel 2008 - afferma ancora lo Svimez - i disoccupati sono aumentati più al centro-nord (+15,3%) che al sud (+9,8%). Il tasso di occupazione nel Meridione è sceso al 46,1%.: gli occupati sono cresciuti al centro-nord di 217 mila unità, mentre sono scesi di 34 mila nel Mezzogiorno. Nella classe di età che va dai 15 ai 24 anni la disoccupazione è arrivata al 14,5% al centro nord e al 33,6% al sud, dove sono cresciuti anche i disoccupati di lunga durata (sono il 6,4% del totale, erano il 5,9% nel 2007). All'Italia spetta il non invidiabile primato del tasso di disoccupazione giovanile più alto in Europa, di cui è responsabile soprattutto il Mezzogiorno. Nel 2008 - sempre secondo il Rapporto - solo il 17% dei giovani meridionali tra i 15 e i 24 anni lavora contro il 30% del centro-nord.

    IN 11 ANNI 700MILA VIA DAL SUD
    Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. E' uno dei dati contenuti nel Rapporto Svimez, che parla di "Paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni". Nel 2008, prosegue il Rapporto, il Mezzogiorno ha perso oltre 122mila residenti a favore delle regioni del Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60mila persone. E oltre l'87% delle partenze ha origine in tre regioni: Campania, Puglia, Sicilia. L'emorragia più forte è in Campania (-25mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12,2 mila e 11,6 mila unità in meno.
    In vistosa crescita, in particolare, sono le partenze dei laureati 'eccellenti': nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Il Rapporto spiega anche che i laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma ottengono stipendi più alti. Un altro fenomeno di rilievo è quello dei pendolari "di lungo raggio", che vivono al Sud e lavorano al Centro-Nord o all'estero, rientrando a casa nel weekend o un paio di volte al mese. Nel 2008, dice il Rapporto, sono stati 173mila gli occupati residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro altrove, 23mila in più del 2007 (+15,3%). Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l'80% ha meno di 45 anni, quasi il 50% svolge professioni di livello elevato e il 24% è laureato. Le regioni che attraggono maggiormente i pendolari sono la Lombardia, l'Emilia Romagna e il Lazio. In crescita è poi il fenomeno dei pendolari meridionali verso altre province del Mezzogiorno: 60mila nel 2008, contro i 24mila del 2007. Ad aggravare la situazione c'é stata poi la crisi, che in molti casi ha costretto i pendolari a tornare a casa: se il movimento Sud-Nord è cresciuto nei primi sei mesi del 2008, con l'accentuarsi della crisi 20mila persone sono rientrare al Sud, soprattutto donne.

    Gli effetti della crisi sono stati particolarmente pesanti al sud nel settore industriale che ha visto un calo del pil del 3,8%, mentre le produzioni manifatturiere hanno segnato un calo di oltre il 6%. E' quanto emerge dal Rapporto Svimez sull'economia del Mezzogiorno che fotografa un Meridione ''in recessione, colpito particolarmente dalla crisi nel settore industriale, che da sette anni consecutivi cresce meno del centro-nord, cosa mai avvenuta dal dopoguerra ad oggi''. Un'area, dunque, da cui si continua ad emigrare, dove crescono gli anziani ma non arrivano gli stranieri, dove esistono le realta' economiche eccellenti ma non si trasformano in sistema ne' si intercettano stabilmente investitori e turisti stranieri. Complessivamente nel 2008 il pil al sud ha registrato un calo dell'1,1%, con una minima percentuale di differenza rispetto al centro nord (-1%). Sempre secondo dati dello Svimez, in poco piu' di dieci anni, tra il 1997 e il 2008, circa 700 mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno.



    Tutti sappiamo che La Sicilia e il Sud in generale, è stato sin dall'unità d'Italia precario. Cavour disse a proposito della sicilia"
    bisogna moralizzare il paese, educare l'infanzia e la gioventù, creare sale d'asilo collegi militari... ecc."
    belle parole, ma i suoi eredi politici le hanno dimenticate troppo presto, hanno lasciato libero spazio alla MALAVITA organizzata, scordandosi dell'esistenza di un'isola al centro del mondo... ed hanno ridotto cosi la NOSTRA SICILIA.

    ALLO STATO QUANTO STA A CUORE LA NOSTRA SITUAZIONE?
    PENSO BENE POCO, PER UNO STATO COME L'ITALIA, CHE AFFRONTA CRISI, DISASTRI, MISSIONI DI PACE ECC. ECC. NON SAREBBE STATO DIFFICILE AFFRONTARE ANCHE IL PROBLEMA SUD E RISOLVERLO... EPPURE QUESTO NON è STATO COSI





    « Ultima modifica: 19:37:23 pm, 16 Luglio 2009 da SERGIO »

     

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