Autore: a.merenda Topic: L’appello di 12 giuristi. Il Parlamento blocchi la riforma costituzionale  (Letto 660 volte)

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Offline a.merenda

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Libertà e Giustizia fa proprio l’appello dei 12 giuristi, che denunciano all’opinione pubblica la gravità di questa iniziativa per i pregiudizi che può arrecare alle istituzioni della Repubblica e si rivolgono a tutti i parlamentari perché rinuncino a portare avanti una modifica tanto pericolosa del sistema costituzionale.

Con una inammissibile precipitazione il Senato ha approvato in commissione un disegno di legge di riforma costituzionale che s´intende portare in aula già martedì prossimo. Ma la Costituzione non può essere profondamente mutata senza una vera discussione pubblica, senza che i cittadini adeguatamente informati possano far sentire la loro voce. E´ inaccettabile che la richiesta di partecipazione, così forte ed evidente proprio in questo momento, venga ignorata proprio quando si vuole addirittura modificare l´intero edificio costituzionale. I cittadini, che negli ultimi tempi sono tornati a guardare con fiducia alla Costituzione, non possono essere messi di fronte a fatti compiuti.
Offrendo ad una opinione pubblica offesa da prevaricazioni e prepotenze un´esigua riduzione del numero dei parlamentari, che passerebbero da 630 a 508 alla Camera e da 315 a 254 al Senato, si vuol cogliere l´occasione per alterare pericolosamente l´assetto dei poteri istituzionali (la riduzione dei parlamentari può essere affidata ad una legge costituzionale a sé stante, senza stravolgere la Costituzione). Viene attribuita una posizione assolutamente centrale al Presidente del Consiglio, mortificando il Parlamento e ridimensionando in maniera radicale la funzione di garanzia del Presidente della Repubblica. Il Parlamento è conculcato nelle sue stesse funzioni e nella sua libertà, fino a poter essere sciolto dallo stesso Presidente del Consiglio, nel caso votasse contro una sua legge sul quale fosse stata posta e negata la fiducia. L´intreccio tra sfiducia costruttiva e potere del Presidente del Consiglio di chiedere lo scioglimento delle Camere attribuisce a quest´ultimo un improprio strumento di pressione e rende marginale il ruolo del Presidente della Repubblica. I problemi del bicameralismo vengono aggravati, il procedimento legislativo complicato. Gli equilibri costituzionali sono profondamente alterati, cancellando garanzie e bilanciamenti propri di un sistema democratico. E ora si propone di passare da una repubblica parlamentare ad una presidenziale, di mutare dunque la stessa forma di governo, addirittura con un emendamento che sarà presentato in aula all´ultimo momento.
I firmatari di questo documento denunciano all´opinione pubblica la gravità di questa iniziativa per i pregiudizi che può arrecare alle istituzioni della Repubblica e si rivolgono a tutti i parlamentari perché rinuncino a portare avanti una modifica tanto pericolosa del sistema costituzionale.


da: http://www.libertaegiustizia.it/2012/06/01/lappello-di-12-giuristi-il-parlamento-blocchi-la-riforma-costituzionale/comment-page-2/#comment-27517



L'argomento è davvero complesso ma perlomeno i cittadini italiani dovrebbero essere consultati per ciò che riguarda l'indirizzo generale della riforma.

Pertanto, se quanto riporta quest'articolo è vero, vorrà dire che per ottenere una "consultazione popolare" qualcuno dovrà NON far raggiungere i 2/3 dei voti per far passare la legge senza consultazione.
e mi pare che l'azione di Libertà e Giustizia miri proprio a questo.


io sono perfettamente d'accordo perchè in questi casi il modo di procedere DEVE essere diverso.

ES: si parla in tutto il paese di un tema per un mese organizzando dibattiti, incontri, trasmissioni radio e tv. dopo si vota in parlamento e

1) se si è trovata una linea politica largamente maggioritaria la cosa passa velocemente
2) referendum

il risultato alla fine, sia in questa versione che in quella "mordi e fuggi" del governo è il medesimo.
Cambia tuttavia il "messaggio democratico" che deve prevedere trasparenza e partecipazione

 

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