Autore: salvatore pepe Topic: Incendi ( dolosi o non ) forestali e precari cosa sta succedendo ?  (Letto 2097 volte)

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Qualcuno sostiene che gli incendi siano di natura dolosa e accusa i forestali di esserne gli esecutori per dare valenza alla loro presenza sul territorio come squadre di pronto intervento e vigilanza avvistamento .
Personalmente non credo che vi siano gente così inbecilli che mettono a rischio la propria vita e quella dei loro compagni di lavoro solo per dare un senso ad una cosa che neanche loro sanno dove andrà a parare , leggo dai giornali che l'assessore Regionale alla mobilità definisce sconzezze tutte Siciliane che devono finire , e si riferiva non solo ai forestali ma anche agli articolisti , anzi agli ultimi attribuiva poco valore di capacità lavorativa visto l'eccesso di persone per ufficio .
Ma la verità è " MA SE LA REGIONE NON HA I SOLDI PER PAGARE I PRECARI , FORESATLI E ARTICOLISTI , DOVE ANDRANNO A FINIRE QUESTI LAVORATORI LICIENZIATI ?

enrico tomasi

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Re:Incendi ( dolosi o non ) forestali e precari cosa sta succedendo ?
« Risposta #1 il: 18:40:22 pm, 31 Luglio 2012 »
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  • non mi sembra normale che in sicilia, nonostante i quasi 30.000 forestali il cui compito principale è quello di mettere su delle barriere tagliafuoco, si verificano il 50% degli incendi totali di tutta l'italia.
    io non so se sul nostro territorio ci siano più alberi o lavoratori forestali. tuttavia converrai con me caro salvo, che evidentemente qualche anomalia ci sarà.

    tu sei convinto che non ci sono più soldi per pagarli? bene, è tempo di elezioni, e come al solito qualcuno, visto questa circostanza crede che i soldi dovranno uscire:

    Citazione
    Comunicato Stampa U.G.L. Unione Territoriale del Lavoro di SIRACUSA


    SIRACUSA. E' davvero singolare che da Milano ci si scomodi per parlare di spending review in Sicilia. Ancora più originale è che si metta sotto accusa il settore forestale. Affaritaliani.it, giornale online di Milano, potrebbe occuparsi di indagare sugli sprechi nella sanità lombarda e non solo. Potrebbe approfondire, scavare sugli sprechi nel pubblico impiego milanese e lombardo. E invece che fa? Punta il dito sui forestali siciliani. Peraltro lo fa citando numeri fuorvianti. Emergono inesattezze dal gusto speculativo. Ed a che pro? Proviamo a chiarire alcune cose. Intanto più volte siamo intervenuti a difesa dei lavoratori forestali, perché convinti che gli sprechi albergano altrove. Intanto, i forestali in Sicilia non sono 30 mila ma poco meno di 26 mila. Se non fosse intervenuto il Governo Monti con il blocco dei pensionamenti e l'allungamento dei requisiti, il numero sarebbe sceso di almeno altre 3 mila unità. Per comprendere correttamente la dimensione del fenomeno, che spiega il perché di un tale "esercito" come è stato più volte definito, partiamo dal presente. Se il giornalista Antonio Galdo ha potuto scrivere l'articolo osservano dalla finestra la copiosa pioggia che imperversa nel Nord Italia, questo è già sintomatico di una storica differenza. Proprio così, una diversità tra Nord e Sud. Mentre a Milano piove da qualche giorno, in Sicilia le colonnine superano oramai da quasi un mese, i 40 gradi. E' forse il caso di ricordare che gli incendi sono più facilmente registrabili con tale clima che sotto la pioggia. Per cui, se si confrontano i due aspetti il conto torna. L'articolo non fa emergere correttamente i contorni e le complessità del settore. I lavoratori del comparto forestali non si occupano solamente dello spegnimento degli incendi. La Sicilia è una regione dal territorio fragile. E non solo per via del rischio terremoti. L'assetto idrogeologico e la gestione della superficie boschiva e delle aree protette è strategica per la sicurezza dell'intera comunità. Quindi l'attività di manutenzione, prevenzione e spegnimento incendi costituisce l'ossatura del settore. E' azzardato parlare di finti forestali. I lavoratori forestali ci sono e rischiano anche la propria vita sul posto di lavoro per domare gli incendi. Il tutto per ottenere una retribuzione media di circa 1.500 euro per soli sei mesi. La storiella poi che vedrebbe i lavoratori forestali trattati come dei privilegiati per via dell'indennità di disoccupazione, fa ridere. E' un diritto che spetta al forestale come a qualsiasi altro lavorate che ha maturato il requisito.Altra cosa è il sistema – tutto siciliano – che vuole il forestale eternamente precario. Che poi il lavoratore forestale per sopravvivere arrotondi con qualche lavoretto in nero, beh, è tutto da verificare. Di certo non ce la sentiamo di biasimarli. E' stato di necessita'. Che sia indispensabile dare continuità al lavoro prezioso dell'operaio forestale, questa testata giornalistica lo sostiene da sempre. Significa dare certezza lavorativa e rendere trasparente il settore. Diversi disegni di legge giacciono al parlamento siciliano. Di recente, il deputato all'Assemblea regionale siciliana (Ars), Vincenzo Vinciullo del Pdl, ha avanzato l'idea della stabilizzazione del personale tutto. I vantaggi sarebbero diversi e porterebbero sicuramente ad una riduzione di almeno altri 5 mila lavoratori. Anche altri parlamentari siciliani sono pronti a stabilizzare il settore forestale. Sulla vicenda il presidente della commissione Attività produttive dell'Ars, Salvino Caputo, è più volte intervenuto. Il parlamentare del Pdl si è dichiarato pronto ad avviare l'iter per l'approvazione di un testo legislativo. Una norma che garantisca i lavoratori e che preveda il loro utilizzo per 12 mesi l'anno. Una legge che chiarisca finalmente chi e come deve gestire la programmazione e l'attuazione delle misure a sostegno del territorio siciliano.
    La salvaguardia passa per la prevenzione prima che per lo spegnimento degli incendi. Il Governo Lombardo, per tutta la legislatura, ha mostrato preoccupanti carenze di programmazione e progettualità. Se di sprechi si deve parlare, bene, allora cerchiamoli nella gestione dei progetti necessari per l'utilizzo delle risorse comunitarie. Lasciamo in pace i lavoratori forestali che si sono ritrovati ad operare nel 2012 in condizioni difficilissime per via della incapacità del Governo regionale di avviare i progetti per tempo. Senza una attività di prevenzione il rischio incendi di moltiplica. Per cui il 2012 passerà alla storia sia per i continui anticicloni che hanno mantenuto la temperatura sopra i 40 gradi, sia per il numero degli incendi. La Sicilia brucia? Sì. Ma non per colpa dei lavoratori forestali.
     
    « Ultima modifica: 18:46:03 pm, 31 Luglio 2012 da enrico tomasi »

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    Re:Incendi ( dolosi o non ) forestali e precari cosa sta succedendo ?
    « Risposta #2 il: 19:13:24 pm, 31 Luglio 2012 »
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  • Ciao Enrico , sono a conoscenza dei Miracoli Regionali specie sotto le elezioni , ma la situazione mi sembra un tantino diversa dal reperire una somma per dare lavoro a degli onesti lavoratori , altra storia è inventarsi un capitolo di spesa con quasi 900 milioni di € annui per stabilizzare a vita i forestali .
    Ma , giustamente , cosa dobbiamo dire ai nostri figli che hanno studiato e oggi sono dott. agronomi e si vedono stabilizzare gente che ( alcuni hanno la laurea , altri solo il diploma la maggioranza la terza media ) e senza concorso ne per titolo , solo per accampato diritto si trovano con uno stipendio Regionale con i giorni d'oggì?
    Che facciano i concorsi aprendo le graduatorie e danno libertà di accesso a tutti gli aventi diritto , nessuno dopo essere stato chiamato a lavorare ed essere stato pagato può avanzare diritti al suo datore di lavoro , magari fosse così .

    enrico tomasi

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    Re:Incendi ( dolosi o non ) forestali e precari cosa sta succedendo ?
    « Risposta #3 il: 22:06:58 pm, 01 Agosto 2012 »
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  • l'ipocrisia più grande è che non solo una buona parte di questi hanno il doppio lavoro o possiedono addirittura intere aziende agricole intestate a parenti, ma che  oltre al danno c'e' anche la beffa; tanti artigiani/autonomi che pagano in modo sproporzionato le tasse  per mantenerli debbono subirne anche la concorrenza.

    voglio ricordare che lo stato con il record mondiale di tassaszione sugli autonomi e le aziende, è quello italiano.

     

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