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LETTERA APERTA ai candidati a Sindaco

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vincenzo perez:
Cari Amici,
che Voi siate stati ufficialmente designati, o che lo sentiate in cuor vostro, o che veniate invitati da altri ad impegnarvi per questa città, sento l'esigenza di comunicarvi (da comune cittadino) l'importanza di ciò che vi accingete a fare, qualora eletti.
Avrete una grande responsabilità, quella di ridare coraggio e speranza ad una città morta, uccisa dalla stanchezza di anni di politica fatta di scarsa lungimiranza e di pochi grandi ideali, di mediocri ambizioni e di banali risultati conquistati.
La giovinezza non è mai legata ai dati anagrafici. La freschezza di una mente non appartiene al passare del tempo. Appartiene al confronto, all'esperienza, a ciò che gli occhi vedono e di cui si stupiscono. La giovinezza è legata al sapersi appassionare per un obiettivo da raggingere, alle lacrime di commozione nell'averlo raggiunto. La giovinezza sta nel non farsi ingoiare dal mostro della "piccola" politica, quella mediocre e meschina, quella fatta di rapporti umani logori e sporchi, quella nutrita di favori e di elemosine, quella cieca e "puttana" di cui parlava Pippo Fava. La giovinezza è legata alla capacità di reinventarsi ogni giorno, di godersi il raro lusso di sognare "cento" per ottenere almeno "cinquanta", di coinvolgere e responsabilizzare.
Palazzolo ha bisogno di giovani ventenni, di giovani quarantenni, di giovani ottantenni capaci di dare un contributo alla rinascita di questo luogo "sacro", non perché San Paolo l'ebbe a cuore, ma perché i Greci ebbero l'ardire di calpestarne il suolo e dargli vita, "sacro" perché conserva nelle sue viscere un passato glorioso di uomini e cose che niente e nessuno potranno cancellare.
Spesso, mi chiedo da non-palazzolese, se davvero il popolo palazzolese ha vera conoscenza e consapevolezza delle proprie origini, se conserva gelosamente l'orgoglio di un luogo come pochi al mondo, poiché appartenente a quei posti unici dove una manciata di terra alzata svela Storia. Questa è Palazzolo. E nient'altro.
Per tutto questo, Palazzolo non può e non deve essere "gestita" da chi non riesce a pensarla "sacra" e grande, capace di offrire al visitatore il meglio di sé e mai il peggio!
E questo non sta avvenendo! E non sta avvenendo perché l'ambizione personale, il falso perbenismo, l'egoismo dell'orticello personale, l'antagonismo della politica spicciola fanno perdere di vista il BENE COMUNE! Palazzolo non va pensata a proprio uso e consumo! Palazzolo è il luogo ideale per sognare, e non si possono ammazzare i sogni con la politica di bassa levatura!
Non c'è bisogno d'aver figli per desiderare un futuro migliore per questa città. Basta solo guardare un qualsiasi bambino negli occhi e pensare al suo domani. Se non siete capaci di guardare questo bimbo dritto negli occhi, se i vostri occhi non hanno il coraggio di fissarlo, non siete degni di pensare al suo futuro, e di costruirglielo nel modo migliore possibile!
A due mesi dalle elezioni nessuno ha parlato del BENE COMUNE di questa città! Si è solo lavorato in maniera strisciante, sotterranea, subdola, nell'oscurità degli incontri per "tessere" trame che non hanno altro effetto se non quello di ammassare uomini e beni come per andare in guerra...
Che ne è stato delle tanto urlate primarie dei partiti e dei movimenti??? O le primarie appartengono all'Italia e Palazzolo non è Italia? Non mi è sembrato di assistere a pubblici dibattiti su un "progetto Palazzolo". Un velo di pesante silenzio è calato sulla politica di questo luogo "sacro", come a voler mantenere uno status che niente e nessuno devono e/o possono smuovere... Perché?
Perché un incredibile immobilismo deve opprimere questa città?
Perché non si può pensare ad una città capace di accogliere? Ad una città aperta? Ad una città in continuo divenire?
Perché non deve essere premiato il merito di tanti giovani palazzolesi laureati e qualificati?
Perché devo gestire unicamente piccole meschinità quotidiane in grado di portare "famiglie di voti" piuttosto che pensare al BENE COMUNE che da solo può rendere felici tutti???
La politica che da' grandi soddisfazioni è proprio questa: pensare tutti, nessuno escluso.
La grande politica fatta di grandi ideali è l'unica in grado di pensare grandi progetti per il BENE COMUNE e non miseri intrallazzi per vincere la battaglia di oggi, di fatto perdendo la sfida di domani.
Non c'è bisogno di essere palazzolesi per pensare al BENE COMUNE di Palazzolo, basta saper essere cittadini del mondo, e per essere veri palazzolesi bisogna riscoprire l'amore per questa città, sapersene innamorare ogni giorno, rispettarla, lodarla, adularla, difenderla, farci l'amore ogni istante.
O sbaglio a pensare il BENE COMUNE  per Palazzolo Acreide?

P.S. Nessuna volontà di ammaestrare... Prendetelo solo come un piccolo "sfogo" personale.
Grazie

luciano ferla:
Ma ci sono candidati a sindaco per questo paese per le prossime elezioni?

vincenzo perez:
Prufissuri Ferla, ma chi fai dormi???
Non ti accorgi che è tutto un brulicare di iniziative e fermenti in paese da qualche mese???
Non ti accorgi della Primavera Palazzolese???
E' tutto un risveglio di idee!!! I cervelli migliori si sono messi in funzione per dar vita ad una Amministrazione comunale Illuminata che ridarà luce e vita a questa città spenta...

video palazzolo acreide
 
Vi invito a rivedere un bellissimo video su Palazzolo Acreide girato durante la breve e GLORIOSA AMMINISTRAZIONE guidata dal prof. Messina... L'unico periodo di vera "luce" per Palazzolo... Il resto è Medioevo, Santa Inquisizione e oscurantismo...

P.S. Sperando che l'indirizzo per vedere il video su YouTube sia corretto! :(

SC:
vincenzo scusami ma stai scherzando vero? quel video cosa avrebbe dovuto dimostrare  il grado di degrado della palazzolo dell'epoca in pratica dappertutto  si vedono balconi infestati da urtica rupestris

sembra vedere un paese degradato in quel video.

questo video è una chiara dimostrazione di come in quell'epoca ci fosse molto meno cura di oggi per il patrimonio che checchesenedica

l'amministrazione messina ha la responsabilità della ferita del cambiamento della nostra piazza del popolo, una piazza che con la pavimentazione sopraelevata e distaccata da chiesa e comune esprimeva al meglio il senso dell'agorà laico di palazzolo ed era inserito nel contesto culturale della nostra storia che comprende la festa di San Sebastiano facente il giro del perimetro della piazza

se l'amministrazione messina  fu mandata a casa dai palazzolesi ci sarà un motivo per non definirla gloriosa

inserisco una foto di una piazza di udine (piazza giacomo matteotti) ritenuta tra le più belle con la pavimentazione sopraelevata e delimitata da strade, per far notare come siamo stati folli a cambiare con una spesa TOTALMENTE inutile l'esistente,


Enza Amodio:
Signor Perez, sono commoventi le sue due lettere: l'appello alle donne e la ricerca del bene comune per la nostra amata Palazzolo.
Le donne: scarso interesse politico (cosa sporca e da uomini), ristrettissima cerchia di partecipanti ai dibattiti pubblici. Sono lontana dal paese da 10 anni e questi sono i miei ricordi; torno spesso, ma non vedo cambiamenti. Spero nelle nuove generazioni, con cui però ho perduto i contatti.
Il bene comune: era l'obiettivo primario dei quattro anni di amministrazione Messina; non è stato apprezzato da una larga fetta di elettori e l'esperienza si è conclusa. Il rifacimento della piazza (elegante, in armonia con il contesto e con le più belle piazze, ma è solo un'opinione) , San Sebastiano che non può fare il "giro" come prima, le erbacce...Il risanamento delle finanze del Comune, il passaggio dell'energia elettrica all'Enel, il Piano particolareggiato del centro storico (che avrebbe consentito lo sviluppo economico e che fu immediatamente bloccato), la zona artigianale, il rifacimento della villa e tanto altro, ma soprattutto l'ONESTA' e la TRASPARENZA di ogni atto amministrativo.
Gentile Perez, non ho mai risposto agli attacchi e alle critiche, che in democrazia sono linfa vitale; se oggi l'ho fatto - e non ribattero' a contrarie legittime interpretazioni- e' perché ho sentito un sincero amore per il mio paese che, dal suo cognome, presumo per lei di adozione.
Ho contribuito a formare il senso civico di  diverse generazioni di bambini che oggi sono donne e uomini maturi: in quel seme che ho gettato io spero. Un cordiale saluto. 

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