Autore: a.merenda Topic: Nota di note  (Letto 759 volte)

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Offline a.merenda

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Nota di note
« il: 17:27:16 pm, 23 Dicembre 2013 »
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  • Caro amico ti scrivo,
    e prendo in prestito l'incipit del Grande Lucio per raccontarti quello che accade qui, alle prese con una trasformazione sociale dura e profonda.
    Vedo pezzi di popolo bastonati da una crisi che ha perso la sua connotazione etimologica di opportunità.  Nel guado della depressione culturale senza intravedere nuovi orizzonti, esempi, modelli che possano rinfrancare gli animi.
    I media moltiplicano appelli alla speranza. Un sentimento, ti confesso, che raccomanderei vivamente di smarrire. Già, perché la speranza chiama la prudenza e da fiato alla saggezza più stagnante, per dirla con l'altro Grande Lucio. In luogo della stessa suggerirei una sincera presa di coscienza della realtà che ci circonda.
    Con questa lettera voglio ri-provarci prendendo nota con note note. Quelle di Dalla e Battisti che seppero tradurre un contesto culturale in fermento cantando vizi e virtù e regalandoci, più o meno consapevolmente, una via per resistere ai soprusi che il potere compie, ogni giorno.
    Quì e ora si stagna in un oblio. Un'assordante niente fatto di troppe parole e pochi contenuti. Mancano, ancora una volta, gli esempi. Si attendono, purtroppo, gli eroi. C'è una fame atavica di verità.
    Non già quella assoluta propinataci da dogmi di varia natura. Bensì quella che forse è più appropriato definire veridicità, autenticità. Un mix di passione e ragione che da significato e spessore all'essere umano.
    L'animo nostro è straziato da questo bisogno, questa mancanza.
    Un vuoto che alcuni cercano di colmare mettendoci dentro ingredienti indigesti.
    L'attualità di questo 2013 ci racconta, ad esempio, di un nuovo Papa che promette di cambiare ciò che è immutabile da 2000 anni: il sodalizio fra dogma e potere. Di un Presidente americano che fa la guerra e la chiama pace non disdegnando di dare una sbirciatina dal buco della serratura del mondo per sapere qualcosa di più che possa tornare utile. A loro.
    Nel nostro grande piccolo ci piace tornare a ricette dal rancido retrogusto italico fatte di un consociativismo basato sul compromesso al ribasso, piuttosto che su dar vita un'idea di sviluppo fondato innanzitutto sulla giustizia.
    E poi, nel particulare, fino a scoprire che l'immaginario della piccola Italietta di campagna non esiste più. Il nostro senso di comunità annacquato nel mare dell'apparire virtuale e più smart, meno choosy e dannatamente falso.
    La legge del marketing imposta con una sola parola d'ordine: comunicare. L’essenza di cosa non è importante, ciò che conta è bucare il video.
    Si tratta solo di apprendere la tecnica per fregare il prossimo o, per autodifesa, per non farsi fregare. 
    Ne abbiamo riprova anche nelle micro realtà del sud, spogliate dalla retorica del genuino e forse del pregiudizio. Tutto al prezzo di una neo modernità di silicone e bit.
    Bada bene caro amico, colui che scrive è colpevole e recidivo. Sbaglio e tendo ad affogare nella palude della comunicazione di massa; mi agito per aggrapparmi alla confutazione di ciò che penso di sapere ma sprofondo. Sembra che dedicarsi a ciò che conta davvero, alla sostanza delle cose e dei rapporti, alla bellezza, alla giustizia, non conti più.
    Relazioni moltiplicate e non approfondite, approcci e sguardi, simpatie ed alchimie. Fugaci dentro un vortice che ci sbilancia, distrae e distoglie dall'obiettivo. Forze che non ci consentono di decidere della nostra vita.  Non decisioni che erodono l’essere cittadino sia dal punto di vista materiale che etico e psichico.
    L’eventuale ribellione dipinta come materia per altri. Per i poveri che non possono fare altrimenti. Affare complicato e cruento. Quindi meglio lasciar perdere.
    L'attacco è rivolto direttamente alle menti. Il messaggio del potere è quello di procedere lungo i binari stabiliti e precostituiti. Le regole devono essere quelle ed in questo quadro tutte le critiche sono ammissibili. Quindi nessuna critica. Infine indifferenza, vittorie di plastica e surrogato di vita con tanti auguri di buone feste.
    « Ultima modifica: 17:37:48 pm, 23 Dicembre 2013 da merenda »

     

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