Di labbro schiusi il tempo alla vita
seguendo il respiro infinito di un bacio.
Nel giardino dei sogni alberga la luce del risveglio
e noi immersi in questo oblio senza ritorno
amiamo per quel poco che offre
il sapore del tempo.
Il Pd è sceso in piazza per parlare alla gente, ai propri elettori e non. Il 5 e 6 Dicembre, più di duemila banchetti in tutta Italia, circoli grandi o piccoli, tra la gente, sopratutto in un periodo non proprio roseo per il partito.
Anche in provincia di Siracusa diversi circoli hanno aderito, anche Canicattini….no, il circolo di Canicattini no, non pervenuto.
Eppure il PD a Canicattini c’è (dovrebbe esserci), esiste e non solo sulla “carta” come qualcuno dice. C’è perchè lo dicono i numeri: basta dare un’occhiata ai risultati delle ultime consultazioni elettorali (europee, politiche, regionali) per rendersi conto che c’è. Basta andare a vedere il numero non indifferente dei partecipanti alle primarie del partito oppure, breve ricerca sul web, tornare indietro a qualche anno fa, subito dopo il congresso per l’elezione dei nuovi organi dirigenti quando il PD di Canicattini andò a finire sui giornali per alcune diatribe tra le varie anime del partito.
Lo stesso periodo in cui tanta gente nuova aderiva al partito, centro allora di “movimenti” che avevano come protagonisti alcuni politici nostrani.
Il PD c’è perchè esistono una tradizione ed una storia politica ben definita fatta di uomini e di percorsi che negli anni, per strade anche diverse e lontane, hanno trovato nel Partito Democratico il loro naturale e comune sbocco.
Il PD a Canicattini c’è ma non si vede”. Al di la del periodo elettorale o di qualche sporadica apparizione in occasioni delle più disparate evenienze, non c’è nessuna attività pubblica degna di un partito come questo. Nessun comunicato, nessuna nota, nessun incontro con gli elettori, nessuna dichiarazione su fatti o atti che interessino la vita amministrativa, politica, sociale del nostro comune. Nulla di tutto ciò, almeno che non avvenga ma in maniera “riservata”.
Dei tesserati, degli elettori, dei simpatizzanti che a Canicattini ci sono e sono tanti cosa se ne fa? Si lasciano li fuori, buoni, in attesa del prossimo giro elettorale?
Alessandro Mangiafico



Fonte: google maps
A volte un’idea semplice può aiutare a tramutare lo stesso oggetto da simbolo di spreco (spreco per il quale non ricordo chi fosse il responsabile, ma sono di memoria corta e sicuramente persone con più esperienza amministrativa ricorderanno meglio del sottoscritto) a manifesto di gioia e di lode a Nostro Signore Gesù Cristo (sempre sia lodato, per legge).
Abbiamo uno splendido semaforo all’incrocio fra via Umberto e via Sturzo, che giace inutilizzato nonostante i soldi spesi dai contribuenti.
Visto che siamo sotto Natale, perchè non utilizzarlo come luminaria?
In fondo, anche quelle sono lucine che si accendono e spengono….
E finalmente verrebbe riparato quello spreco inutile di denaro pubblico.
Magari le mie preghere andranno in cielo…
Andrea Uccello


Ancora un altro episodio di criminalità si è verificato nella notte a Canicattini, in pieno centro.
Incuranti del fatto che a pochi passi ci fosse della gente, alcuni malviventi hanno tentato una rapina in un locale in pieno centro, aggredendo il proprietario, il tutto mentre nei locali vicini vi fosse ancora movimento.
Questo è l’ennesimo episodio di criminalità e violenza che sta minando alla base il senso di sicurezza dei cittadini canicattinesi, che ormai (e giustamente) non si sentono più al sicuro nella propria cittadina.
Va riconosciuto che l’Amministrazione sta provando a dare delle risposte, nei limiti dei propri poteri. E questo impegno va apprezzato. Come va apprezzato l’impegno delle forze dell’ordine locali, che si sono messe a disposizione della cittadinanza con turni extra, e difatti stanotte sono arrivati immediatamente dopo l’episodio.
Ma questo, evidentemente, non basta e non si può contare soltanto sul loro (pur meritorio) impegno.
Il concatenarsi di così tanti eventi criminosi, tutti a breve distanza l’uno dall’altro, fa venire il sospetto che dietro ci sia una strategia ed un disegno criminoso, che sta destabilizzando l’armonia della nostra città.
Allora serve un aiuto reale dall’esterno, serve che le istituzioni più in alto diano un segno concreto, serve che alle parole del Prefetto seguano i fatti e che arrivi a Canicattini personale esperto, che sia in grado di capire cosa sta succedendo realmente e che sappia muoversi per porvi rimedio.
Prima che sia troppo tardi, che qualcuno perda la testa e che faccia finire Canicattini nelle pagine nazionali di cronaca.
E’ arrivato il momento di organizzarsi, di fare sentire la propria voce ai “piani alti”, di non delegare in bianco l’Amministrazione ma supportarla a gran voce nelle richieste di aiuto.
E’ importante che ognuno di noi scriva al Prefetto, al Presidente della Regione e pure al Presidente del Consiglio, per pretendere che i soldi pagati in tasse tornino indietro sotto forma di servizi, in questo caso per assicurare che la nostra tranquillità non vada definitivamente perduta.
Il momento è grave e bisogna essere uniti e fare fronte compatto.
Mi auguro di cuore che i nostri amministratori chiamino a raccolta la cittadinanza, magari in un Consiglio Comunale aperto, per trovare tutti insieme il modo per farsi sentire e per ottenere quell’aiuto di cui abbiamo bisogno.
Ora più che mai, è tempo di resistere, resistere, resistere.
Andrea Uccello


Interrompo il mio lungo silenzio perchè, dal mio esilio estero, sono troppo schifato per quel che sta succedendo nella cittadina nella quale sono cresciuto.
Una cittadina che, oramai, è dominio incontrastato della criminalità, dove le istituzioni (locali e non) brancolano nel buio e si limitano a fare tavolate ed incontri, preoccupandosi più di renderlo noto che non di trovare soluzioni concrete.
E così stanotte, verso le 4, per la terza volta in pochi mesi, una tabaccheria ha subito nuovamente un furto, trovandosi la vetrina sfondata ed il locale svaligiato.
A questo si accompagna il furto in un’altra tabaccheria, questa in posizione ben più centrale, di pochi giorni fa.
E non dimentichiamo gli attentati intimidatori nei confronti di politici locali, operatori del sociale, tecnici del comune.
Insomma, Canicattini è diventata una giungla, nella quale nessuno può sentirsi al sicuro e dove è necessario agire concretamente, con meno parole (e meno comunicati stampa) e più fatti concreti.
Iniziando da servizi straordinari delle forze dell’ordine locali, impegnate a pattugliare il territorio giorno e notte (perchè è una situazione di emergenza e bisogna fare dei sacrifici tutti, che i servizi straordinari non sono giustificabili solo in caso di processioni religiose, anche perchè i santi del paradiso non sono mai stati impegnati nella lotta alla criminalità), dando seguito a quel progetto di installazione di telecamere di sicurezza nelle zone nevralgiche del paese, presentato dal Consigliere Cultrera, accolto con entusiasmo (ed immancabili comunicati stampa, che bisogna farsi belli, sempre), chiedendo a gran voce aiuti alle istituzioni nazionali, se necessario con l’invio dell’esercito. E se per ottenere questo i nostri amministratori devono platealmente incatenarsi davanti alla prefettura, allora ben venga pure questa manifestazione.
Perchè i cittadini, i commercianti canicattinesi, sono allo stremo e, in momenti di disperazione, c’è chi può fare sciocchezze, chi può organizzarsi in indipendenti ronde cittadine, chi magari tira fuori armi tenute nascoste. Cosa vogliamo che succeda, che ci scappi il morto? Non è meglio prevenire invece che curare?
Invito anche i commercianti canicattinesi ad unirsi in una protesta compatta, chiudendo bottega e lanciando un sit in permanente alla prefettura, fino a quando non si ottengano atti concreti, invece delle solite parole di facciata. Perchè, se Canicattini deve morire, è più giusto che ad ucciderla siano coloro che l’hanno tenuta in vita fino adesso, invece che dei soliti ignoti che godono di perenne impunità.
Citando Giorgio Gaber, in questo momento io non mi sento italiano e neppure canicattinese. E sono certo di non essere il solo.
Alle vittime, tutte le vittime, di questa ondata di criminalità, mi sento di esprimere tutta la mia solidarietà. Anche colpire una persona sola vuol dire colpire la cittadinanza tutta, ed ora più che mai è necessario comprenderlo.
(Un disgustato) Andrea Uccello

