Autore: a.merenda Topic: Utopia?  (Letto 3763 volte)

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Utopia?
« il: 17:45:37 pm, 03 Febbraio 2010 »
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  • “La sovranità non può essere rappresentata, per la stessa ragione per cui non può essere alienata; essa consiste essenzialmente nella volontà generale, e la volontà non si rappresenta: o è essa stessa, o è un’altra; non c’è via di mezzo. I deputati del popolo non sono dunque nè possono essere i suoi rappresentanti; ma solo i suoi commissari; non possono concludere niente in modo definitivo.

    Ogni legge che non sia stata ratificata dal popolo in persona è nulla; non è una legge. Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente. Nei brevi momenti della sua libertà, l’uso che ne fa merita di fargliela perdere.

    L’idea dei rappresentanti è moderna: essa ci deriva dal governo feudale, da questo iniquo e assurdo governo, nel quale la specie umana è degradata e il nome d’uomo è disonorato. Nelle antiche repubbliche, e anche nelle monarchie, mai il popolo ebbe rappresentanti; la parola stessa era ignorata”.

    Jean-Jacques Rousseau, Il contratto sociale (1762), Libro III, cap. XV, trad. it., Milano 2003, p. 180.

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    Re:Utopia?
    « Risposta #1 il: 18:07:20 pm, 03 Febbraio 2010 »
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  • spaventa stai citando il filosofo del buon selvaggio per criticare il sistema rappresentativo e tornare alla discussione sulla demarchia?
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    Re:Utopia?
    « Risposta #2 il: 15:23:26 pm, 05 Febbraio 2010 »
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  • no, visto che Von Hyek non rinnega "rappresentanza e partiti" nel suo concetto di demarchia.

    Diciamo che mi piaceva riportare un testimone illustre del "disagio rappresentativo" per discutere in merito ad un'eventuale alternativa.

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    Re:Utopia?
    « Risposta #3 il: 17:30:01 pm, 05 Febbraio 2010 »
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  • Diciamo che mi piaceva riportare un testimone illustre del "disagio rappresentativo" per discutere in merito ad un'eventuale alternativa.
    Citazione
    per criticare il sistema rappresentativo e tornare alla discussione sulla demarchia?

    visto che l'alternativa che proponi tu è la demarchia CVD
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    Re:Utopia?
    « Risposta #4 il: 17:45:46 pm, 05 Febbraio 2010 »
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  • Propongo di riflettere sull'idea inerente il governo del popolo (demarchia) e le sue modalità.
    Allo stesso tempo chiedersi se il popolo, organizzato, può esercitare potere effettivo, come e quando (democrazia).

    Per quanto mi riguarda credo che la dinamica tra gruppi d'interesse/pressione e istituzioni attenga alla demarchia.
    Mentre azioni quali voto elettorale,referendum,manifestazioni attenga più specificamente alla democrazia.

    (ovviamente parlo degli aspetti che attengono le azioni collettive)

    Ecco che per migliorare la prima deve inevitabilmente innalzarsi la qualità della seconda.

    Su una cosa sono d'accordo con Hyek. Continuare a denominare gli odierni sistemi occidentali  "democrazie" credo sia quantomeno fuorviante.

    Sul caso italiano direi che si tratta di autoritarismo mediatico: poco spazio per demarchia e democrazia.
    Per la prima non esiste un sufficiente pluralismo (quindi spazio per il mercato concorrenziale), per la seconda esistono gravi "colli di bottiglia" sul versante dell'informazione (es: l'ostruzionismo ad una diffusione della banda larga oltre ai cartelli tv)




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    Re:Utopia?
    « Risposta #5 il: 01:36:27 am, 07 Febbraio 2010 »
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  • io invece propongo di riflettere sul governo della cucuzza  rispetto quello del cetriolo.
    Quale entra meglio?

    finisci sempre nella teoria di cui sei innamorato senza riuscire a riproporla in termini nuovi  e corrispondenti alla realtà.

    l'unica cosa che può legare rousseau con hyek è l'idea che a lungo andare "l'uomo venga rovinato della società" molto + accentuato in rousseau che in hyek.
    potrebbe magari essere interessante ragionare su questa tematica cioè sull'influenza negativa o positiva dell'organizzazione sociale sull'uomo  piuttosto che delle sovrastrutture reali o presunte che derivano dallo sviluppo di questi principi.

    comunque ripeto CVD (come volevasi dimostrare)
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    Re:Utopia?
    « Risposta #6 il: 16:21:38 pm, 07 Febbraio 2010 »
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  • non mi innamoro delle teorie. Semmai delle idee.

    Sulla visione della "realtà" che tu giudichieresti oggettivamente ti rispondo con immenso dubbio.
    Il fatto che la partecipazione delle persone diretta al governo "delle cose che ci accadono" non mi pare sia un argomento da poco. TRa l'altro non è una mia esclusiva. Mi sono limitato a riproporlo in questo forum.

    Comprendo, tuttavia, il disinteresse. De gustibus

    Sull'uomo che verrebbe "rovinato" dalla società dico questo: apprezzo l'analisi gramsciana secondo cui (in opposizione a Marx) la sovrastruttura incide profondamente sulla formazione di una nuova struttura.

    Tradotto: riflettere sulle modalità partecipative/decisionali della c.d. società civile alla politica mi pare possa influire grandemente sulle prossime "forme della politica"

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    Re:Utopia?
    « Risposta #7 il: 19:15:03 pm, 07 Febbraio 2010 »
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  • non mi innamoro delle teorie. Semmai delle idee.

    capisco se non è zuppa è pan bagnato.

    Citazione
    TRa l'altro non è una mia esclusiva. Mi sono limitato a riproporlo in questo forum.

    ed è proprio questo il problema, tu dove sei? perchè proponi questi argomento? cosa ti ha colpito? che attinenza ha con la vita REALE, come può cambiare?

    non stai facendo lezioncine stai parlando, ti stai giocando te stesso anche quando scrivi un post.

    mi parli di analisi gramsciana  che non avevamo per niente citato uscendola come un coniglio dal cilindro.

    ma quando leggi le pagine di gramsci non hai l'impressione di guardare un coniglio, senti un uomo che ha un profondo giudizio sulle cose, sulle cose quotidiane, l'uso del dialetto come l'uso della lingua nazionale.
    senti che ha un "sistema per giudicare le cose" , un sistema totalizzante che gli permette di giudicare usando criteri omogenei il figli borghesi alle regole della grammatica italiana.

    non leggi uno che ti dice "secondo la teoria taldeitali" è un uomo che espone la sua esperienza sulla realtà.

    ti ho già detto in passato che non puoi privare un'idea della sua anima , del suo principio fondante, di quello che l'autore si proponeva.

    scusami ma  non ti puoi comportare da becchino che dissotterra cadaveri facendoli vivere come zombi.

    questo è il problema del disinteresse.

    non so se mi sono spiegato, e non pensare che ce l'abbia con te, direi queste stesse cose a chiunque si porrebbe nella stessa situazione è solo che non mi piace la puzza cadaverica.

    se vuoi farne tesoro ok , se no continua a scrivere come vuoi e quello che vuoi
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    Re:Utopia?
    « Risposta #8 il: 16:47:11 pm, 08 Febbraio 2010 »
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  • Vedo che ti sta molto a cuore curare la mia "immagine virtual-intellettuale" su questo forum....
    te ne sono grato.

    Tra l'altro i consigli sono sempre ben accetti.

    Detto questo: mi sa che sei andato un pò off topic.

    Ripeto: è un utopia parlare di politica senza la categoria della rappresentanza? O meglio: è giusto/sensato sostenere che chi ci governa ci rappresenta?
    Non credi che questo incedere dia troppo peso al lato emozionale della politica a scapito di quello professionale (competenza e responsabilità)?

    Una cosa è dire: io sono il politico X che rappresenta il TERRITORIO Y, con relativi interessi socioeconomici un'altra è sostenere: io sono il politico X e rappresento voi nella veste di "persone democratiche" e/o "persone liberali"...

    Per me il modo con cui viene intesa la rappresentanza politica oggi non ha senso. Io posso essere, infatti, un convinto sostenitore della cultura liberalista e ritrovarmi più nei discorsi di un post-comunista piuttosto che in quelli dei liberali all'italiana...

    come la mettiamo? da chi dovrei sentirmi rappresentato?

    Allora preferisco far questo: andare a vedere la storia di chi si candida in politica, valutarne la sua umiltà e sincerità (soggettivamente s'intende) e riporre in quest'individuo la mia fiducia.

    E' chiaro, poi, che la mia scelta si baserà pure su una sorta di "senso comune" rispetto la valutazione degli eventi che ci accadono. Per esempio, visto che mi risulta difficile, per indole, accettare ordini molto difficilmente gradirei di essere governato da un autoritario.

    Questo però non vuol dire che un simile individuo (o partito) mi rappresenti. Vuol soltanto significare che tra i papabili sceglierei colui/coloro che ritengo MIGLIORI per le sorti della comunità a cui appartengo.


    Da quì discende poi la mia valutazioni sui partiti: ridondanza organizzativa.

    Bastano grandi macro-aree politico-culturali di riferimento.E per questo sono un sostenitore del bipolarismo a patto che all'interno di tali schieramenti sia chiara la regola del "chi pesa di più in termini di consenso ha la possibilità di esprimere più delegati".

    Esempio: Destra vs Sinistra (nel senso di Norberto Bobbio - destra bada più a sottolineare le ineguaglianze tra uomini, la sinistra l'egualglianza)

    I due schieramenti si suddividono al proprio interno in sottogruppi (con percentuali differenti). Ogni sottogruppo esprime un tot di delegati (proporzionalmente ai consensi) che andranno comporre il coordinamento dello schieramento.

    In questo modo non si parla di rappresentanza bensì di designazione indiretta da parte dei cittadini (commissariamento per dirla alla Rousseau).

    Ma non è finita quì.

    Tale coordinamento, infatti, dovrà proporre una squadra di amministratori. In questo modo si assolverebbe al vecchio compito dei partiti di "selezionare".
    I "selezionati/segnalati" poi, verrebbero rimessi al giudizio popolare.

    Infatti come dissi in altra occasione: una volta selezionati i papabili che dovrebero ricoprire la carica di "assessore/ministro" questi vengono sottoposti alla scelta definitiva della gente.
    Ovviamente la proposta deve essere valida ed articolata... (sanzione la perdita delle elezioni, quindi della partita)

    Esempio:

    Ministro dei trasporti: Tizio (professore di..) Caio (ex ferrotranviere) Sempronio (super Manager etc...)
    Ministero del Tesoro: Tizo....etc.


    Poi la gente vota e sceglie.

    Aumentata la partecipazione della gente alle decisioni che riguardano il governo attraverso il conferimento di un potere di scelta tangibile ed effettivo. Basti immaginare le organizzazioni a sostegno dell'uno o dell'altro "governante" che cercano di supportarlo...raccolta fondi, campagne informative....


    In una parola: pluralismo


    Dopo questo bagno di partecipazione popolare si torna a votare.

    I più abili, preparati, competenti, scaltri (insomma tutte i requisiti che un "animale politico" deve possedere) vinceranno.

    Utopia?

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    Re:Utopia?
    « Risposta #9 il: 18:41:40 pm, 08 Febbraio 2010 »
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  • Vedo che ti sta molto a cuore curare la mia "immagine virtual-intellettuale" su questo forum....
    te ne sono grato.

    a me sta  a cuore che la gente impari ragionare e formulare le idee, e a comunicare , in maniera respensabile e in prima persona non con ragionamenti prestati e capiti male
    questo non significa gente con le mie idee, sarebbe oltremodo noioso discutere con chi la pensa in toto come me
    penso che tendenzialmente una società del genere, in cui gli individui sappiano autonomente ragionare e confrontarsi dialetticamente, sia migliore di quella attuale

    Ripeto: è un utopia parlare di politica senza la categoria della rappresentanza?
    si

    O meglio: è giusto/sensato sostenere che chi ci governa ci rappresenta?
    un rappresentazione perfetta non si può mai avere le idee di una singola persona variano nel tempo in base alle contingenze reali figuriamoci quelle di una massa
    ed è meglio così la rappresentanza imperfetta crea la possibilità di un cambiamento, mentre un eventuale rappresentanza perfetta condurrebbe ad una società statica non aperta ai cambiamenti e all'innovazione.
    se uno si sente ben rappresentato perchè cambiare?

    Non credi che questo incedere dia troppo peso al lato emozionale della politica a scapito di quello professionale (competenza e responsabilità)?

    io credo che esistono uomini di tutti i tipi e dunque politici di tutti i tipi, talleyrand è passato alla storia come il + grande diplomatico di tutti i tempi ma fu uomo corrotto, ci sono state politici onesti ma incapaci , ce ne sono stati di capaci e onesti ma che hanno comunque commesso errori di valutazione.

    ma come diceva enrico cuccia si gioca con il mazzo di carte che si ha

    Una cosa è dire: io sono il politico X che rappresenta il TERRITORIO Y, con relativi interessi socioeconomici un'altra è sostenere: io sono il politico X e rappresento voi nella veste di "persone democratiche" e/o "persone liberali"...

    senti tutte ste cose sono questioni di forma, il politico/o uomo di potere è uno che ha il consenso per far accettare delle decisioni

    Per me il modo con cui viene intesa la rappresentanza politica oggi non ha senso. Io posso essere, infatti, un convinto sostenitore della cultura liberalista e ritrovarmi più nei discorsi di un post-comunista piuttosto che in quelli dei liberali all'italiana...

    spaventa tu hai semplicemente le idee confuse

    come la mettiamo? da chi dovrei sentirmi rappresentato?

    che ne so io? chi pensi faccia i tuoi interessi?

    Allora preferisco far questo: andare a vedere la storia di chi si candida in politica, valutarne la sua umiltà e sincerità (soggettivamente s'intende) e riporre in quest'individuo la mia fiducia.

    spaventa tu voterai la prima persona che ti elogerà e ti segnalerà "all'americana" e perchè lo riterrai un uomo umile e talmente sincero da riconoscere le tue qualità

    Questo però non vuol dire che un simile individuo (o partito) mi rappresenti. Vuol soltanto significare che tra i papabili sceglierei colui/coloro che ritengo MIGLIORI per le sorti della comunità a cui appartengo.
    e scommetto che le sorti migliori della comunità saranno quelle che coinvolgono te e chi ti sta vicino
    niente di male per carità, ma attenzione un "sistema" deve tenere conto di queste sfaccettature.


    per il resto. sull proposte abbastanza vaghe di cui parli che dirti?
    sono appunto   generiche, non si capisce perchè dovrebbero funzionare eccetto  per il fatto che le proponi tu.

    non tengono conto dei vizi dell'uomo, come la tendenza a mentire, all'ambizione , alla voglia di competizione.
    non tengono conto manco se ci sono state esperierenze simili nella storia dell'uomo  per valutarli positivamente o negativamente.

    del resto hai intitolato il topic con "utopia" che era il nome dell'isola immaginata di San Tommaso Moro dove il sistema era perfetto perchè sostanzialmente gli uomini era perfetti.

    critichi genericamente il sistema attuale per proporne uno generico e la domanda è perchè? prima di arrivare al tuo sistema uno dovrebbe capire perchè tutti gli altri sistemi esistenti o esistiti non andrebbe meglio

    « Ultima modifica: 09:50:11 am, 09 Febbraio 2010 da SC »
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    Re:Utopia?
    « Risposta #10 il: 12:40:17 pm, 09 Febbraio 2010 »
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  • Dire tutto per non dire nulla...sono stato accusato di questo in questo forum.
    A me pare che ti sei dimostrato abilissimo in quest'arte. Tutte le tue parole orientate ad un solo fine: rifiutarsi di immaginare le cose in maniera diversa.

    Ti impegni per dire no, questo non va, quell'altro non ha senso, tu voti chi ti "segnala" bla bla....senza conoscermi.
    Io mi metto in gioco dicendo quello che penso senza doppi fini perchè sono libero (se ci credi bene se no fai tu)

    Ti limiti a rispondere si o no ad una domanda (quella sulla rappresentanza) senza argomentare affidandoti all'instabile (nel tempo) parafulmine dell'utopia (parola che ho inserito volutamente)

    Mi sembri un democristiano doc: badare al concreto presente.
    Nulla da eccepire a riguardo,ognuno è quel che vuole. Odio solo la saccenza.


    sulla mia confusione:

    « [...] un liberale americano non sarebbe chiamato liberale in nessun paese europeo; lo chiameremmo un radicale di sinistra. Viceversa, un liberale italiano negli Stati Uniti sarebbe definito un conservatore. »
     (Giovanni Sartori)

    Sarei confusamente d'accordo. E mi scusi Prof. SC se cito illustri pensatori. Sono solo un umile neolaurato.


    Per cocludere: votare chi fa i miei interessi? Detta così suona come un non so che di clientelare....Hai fatto così pure tu?
    IO voto chi mi sembra più capace e competente rispetto gli interessi della comunità a cui appartengo. Te l'ho detto, sono libero. Se qualcuno mi segnala/assume per cose che so fare buon per lui, per me e per la comunità. Dopo tutto tutte queste orde di universitari sono un costo per la collettività: quando vanno via oppure vengono infilati in uffici a non far nulla perdiamo tutti.

    PS: Sai SC c'è un mio amico ingegnere che lavora per una nota azienda di informatica e stava cercando un collaboratore. C'è un fisso ed in più hai l'autonomia di sviluppare un tuo business. Ti interessa.
    Sai, te lo chiedo perchè voleva che gli indicassi una persona competente e siccome si fida di me io ho pensato subito a te. Mi pare che la paga sia di 1500 euro....

    Ah, dimenticavo. A te non piacciono le segnalazioni. Le ritieni deplorevoli. Eppure, io, sai, l'ho fatto in buona fede. Giusto perchè ho interesse che gli affari vadano bene a questo mio amico.
    Lavora per conto di un'ente pubblico svizzero e deve essere molto puntuale. Gli hanno detto: "hai carta bianca per cercare i tuoi collaboratori a patto che siano seri e professionali". Lui ha fatto qualche coloquio ma voleva sapere anche la mia opinione.
    Il lavoro si può svolgere anche a distanza. Avrete bisogno di incontrarvi una volta al mese a Lugano o Zurigo ma va bhè...non credo sarà un problema.

    Come mi sento deplorevole   :D

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    Re:Utopia?
    « Risposta #11 il: 14:31:46 pm, 09 Febbraio 2010 »
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  • spaventa se tu mi riproponi sempre la stessa solfa indipendemente dagli argomenti  che ti ho proposto alla fine mi costringi a darti risposte secche.

    invece di controargomentare  ti limiti a lamentarti delle mie risposte per come sono date e che sostanzialmente non rispondono ai canoni che ti aspetteresti.
    mi spiace forse sei abituato a parlare che ti conferma sostanzialmente le tue tesi e io questo non te lo posso dare.

    è inutile che mi dici che so dire solo no, sia perchè i miei no sono sempre motivati e permetterebbero controdeduzioni sia perchè dico anche i si ma sei incapace di ragionarci e costruire sopra, tu come tanti altri.

    se io ritengo che in coscienza un tuo ragionamento è sbagliato te lo dico e te lo ripeto puoi anche chiamarla saccenza, ma io devo rispondere alla mia coscienza innanzitutto, se tu prendi una cantonata io non avrò per lo meno il rimorso di non avertelo detto, poi tu sei e resti libero come lo sono io.

    prendere un discorso di sartori che fa un confronto fra america e italia non c'entra molto con il tuo discorso di italiano che giudica il sistema italiano, nella  migliore delle ipotesi il tuo ragionamento (che ti ho detto confuso) poteva essere definito qualunquista 
    difatti anche giannelli fondatore dell'uomo qualunque e sostanzialmente di destra si ritrovava nei discorsi di togliatti alla camera.

    per quanto riguarda la segnalazione ti ringrazio della tua nei miei confronti, ciò non toglie che se il tuo amico si fidasse solo della tua parola senza una valutazione  sua personale sarebbe uno sciocco.
    del resto se i soldi sono suoi può fare quello che vuole come ho sempre detto.

    ma il discorso che facevi tu era partito sul pubblico che è particolarmente diversa, non ho mai definito deplorevole il sistema delle segnalazioni trovo deplorevole difenderlo e dire che non è il motore del sistema clientelare.
    sono una contraddizione in termini.
    e per essere + chiari  ti dico io questo sistema ci vivo e lo uso anche ma ti dico che così non va anche se a me potrebbe convenire che rimanga così.

    del resto ogni sistema democratico ha i suoi clientelismi infatti churchill diceva che non esiste democrazia senza corruzione.

    tuttavia il problema è che il sistema clientelare siciliano è semplicemente primitivo arcaico fondato sui personalismi. e oggi giorno + di 30 anni fa.

    per te clientelare = male

    per me clientelare = fatto assodato

    e ancora per me clientelare siciliano = primitivo arcaico e incapace di rispondere alle moderne dinamiche di una società.


    una forma di clientelismo + evoluto sarebbe quello di passare alla difesa/rappresentanza di istanze sociali di categoria.

    invece ogni politico siciliano gode di una variegata base elettorale, con cui ha rapporto legato ai vari portaborse o diretto, ognuno di loro si presenta come onesto etc etc esattamente come i politici che auspichi tu.

    le sue scelte ovviamente saranno condizionate e le soluzioni limitate perchè tutti tentativi di accontentare capre e cavoli.
    « Ultima modifica: 15:18:48 pm, 09 Febbraio 2010 da SC »
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    Re:Utopia?
    « Risposta #12 il: 15:35:03 pm, 09 Febbraio 2010 »
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  • qualunquista un sostenitore del bipolarismo? contraddizione in termini

    Churchill e la corruzione del sistema democratico: detta da un falco non mi stupisce per nulla....
    Hai citato il pensatore democratico...ma guarda un pò tu!  :(

    Sulle espressioni storiche del clientelismo non mi venire a fare la lezione: è esistito (e continua a farlo) in varie declinazioni ed in diverse forme  (spoyl system, patronage etc..)
    Diciamo che fa parte della natura umana.

    Ma il problema non  è questo: sei off topic

    Io ho chiesto perchè parlare di rappresentanza politica è indispensabile nei sistemi democratici (o presunti tali).

    Chi ha detto che un politico deve "rappresentarmi"?

    Un politico deve saper fare il proporio mestiere.

    Prendiamo Termini Imerese.
    Il politico è al bivio: compattarsi con altri contro la Fiat o trovare soluzioni alternative.

    la prima strada gli consente di salvaguardare lo status quo, la seconda si può percorrere solo se è intelligente, capace e competente.

    Ora: qual è il modo migliore, nel 2010, per sfruttare competenze nell'idustria dell'automazione compatibilmente con la sostenibilità ambientale?

    L'auto elettrica.

    Chi la sta sostenendo? Ci sono imprenditori che vogliono puntare su questo? Abbiamo bisogno di queste informazioni. Me ne fotto se mi rappresenta.
    E' una cosa oggettiva.

    E' come dire che il problema dell'acqua ci interesserà per il prossimo secolo. E' un dato di fatto.




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    Re:Utopia?
    « Risposta #13 il: 00:53:30 am, 10 Febbraio 2010 »
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  • qualunquista un sostenitore del bipolarismo? contraddizione in termini
    prima di dire che è una contraddizione, sai da dove viene il termine qualunquismo giusto?

    Churchill e la corruzione del sistema democratico: detta da un falco non mi stupisce per nulla....
    Hai citato il pensatore democratico...ma guarda un pò tu!  :(
    toh strano pensavo fosse un feroce dittatore dell'africa

    Sulle espressioni storiche del clientelismo non mi venire a fare la lezione: è esistito (e continua a farlo) in varie declinazioni ed in diverse forme  (spoyl system, patronage etc..)
    Diciamo che fa parte della natura umana.
    non oserei mai Dottore sei il teorico della segnalazione "all'americana", non mi permettere mai di darti lezioni

    Ma il problema non  è questo: sei off topic

    Io ho chiesto perchè parlare di rappresentanza politica è indispensabile nei sistemi democratici (o presunti tali).
    ti ho risposto e non ti è piaciuto che ti posso fare

    Chi ha detto che un politico deve "rappresentarmi"?
    beh se sei masochista puoi anche votare  uno che fa esattamente tutto ciò che ti danneggia ognuno ha i suoi gusti.

    Un politico deve saper fare il proporio mestiere.
    interessante è qual'è il mestiere del "politico" magari rappresentare degli interessi e farli accettare anche da coloro che non li hanno uguali?

    Prendiamo Termini Imerese.
    Il politico è al bivio: compattarsi con altri contro la Fiat o trovare soluzioni alternative.

    la prima strada gli consente di salvaguardare lo status quo, la seconda si può percorrere solo se è intelligente, capace e competente.
    prendiamo termini imerese un bravo politico può sapere che per esempio a priolo stanno licenziando tutti e che l'erg vuole andarsene se non verà fatto il rigassificatore, e capire che il problema non è solo termini imerese.
    un pessimo politico si limita ai titoli del giornali senza scendere nel territorio.



    Ora: qual è il modo migliore, nel 2010, per sfruttare competenze nell'idustria dell'automazione compatibilmente con la sostenibilità ambientale?

    L'auto elettrica.

    Chi la sta sostenendo? Ci sono imprenditori che vogliono puntare su questo? Abbiamo bisogno di queste informazioni. Me ne fotto se mi rappresenta.
    E' una cosa oggettiva.

    è una cosa oggettiva che cambiare una catena di montaggio non è una cosa da niente significa in pratica cambiare un intera industria per questo l'industria meccanica nn cambia come quella elettronica.
    hai fatto caso che un auto viene prodotta per anni? pensi sia un caso? o pensi che non vogliano pagare gli ingegneri per fare modelli nuovi?

    quindi non è solo un problema di competenze che scusa se lo dico mi aspetto che la fiat comunque abbia (ah giusto hai letto sui giornali che sono cattivoni incapaci e quindi lo sono) è un fatto innanzitutto di soldi che qualcuno deve spendere e la fiat non vuole fare

    « Ultima modifica: 01:02:09 am, 10 Febbraio 2010 da SC »
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    Re:Utopia?
    « Risposta #14 il: 11:59:57 am, 10 Febbraio 2010 »
  • Publish

  • La ricerca di competenza era riferita ai politici non certo alla Fiat.
    Marchionne ha colto la palla al balzo trasformandola in una "impresa globale" e adesso gode di un potere contrattuale molto grande nei confronti della piccola Italia...

    La mia proposta dell'auto elettrica chiaramente prevede difficoltà ma è coerente con una "vision". La Sicilia come luogo futuro di sostenibilità ambientale (e tutti i benefici economici che possono derivare da questa immagine, sia in termini energetici che turistici)

    Tornando al tema del discorso: credo si possa focalizzare il punto affermando che.

    Tu ritieni che la rappresentanza politica sia un fatto ineludibile. Io no perchè penso che "chi detiene il consenso" può essere colui il quale è in grado di proporre soluzioni migliori per il territorio.

    Vedi, il fatto che esista il Partito democratico non mi induce a credere che in quell'organismo "si insegni e si pratichi la democrazia", come il Popolo della Libertà non mi fa credere che vi aderiscono "uomini liberi".
    Ora, non voglio buttare l'acqua sporca con il bimbo dentro poichè so che all'interno di queste organizzazioni c'è anche della gente onesta, competente e capace.

    Dico solamente che a loro non chiedo di rappresentarmi. Bensì di trovare le soluzioni che portano più benefici possibili alla comunità a cui appartengo, attraverso la messa in gioco di qualità nobili quali il senso di equilibrio, la competenza e la serietà.

    E' chiaro che viviamo in un mondo imperfetto ed in continuo cambiamento. Non credo, tuttavia, che sia indispensabile introdurre il concetto di rappresentanza per discutere di politica.

    Prendi l'Unione europea (al netto delle critiche sul suo funzionamento per il momento- magari poi si apre un altro post)

    L'organo di iniziativa ed il "motore" del suo apparato è una Commissione. Essa si serve di una miriade di comitati di esperti per avere le info necessarie dai vari territori dell'Unione. Gli stessi si organizzano al meglio per carpire, a Bruxelles, info rilevanti attorno al destino delle risorse economiche che verranno destinate.

    Molto tecnicismo poca rappresentanza. E' un male? Per alcuni si, per altri no.
    Il contrappeso, infatti esiste. Si chiama Parlamento europeo, il quale, assolve un compito per la maggiorparte dei casi meramente consultivo.

    Poi c'è il Consiglio dell'Unione (composto dai capi di stato/governo dei paesi membri) che ratifica le decisioni prese.


    Perchè si è avuto bisogno di una simile organizzazione secondo te? Perchè non bastava più blaterare affermando di rappresentare 10,100,1000 cittadini.

    Era necessario, anche, reperire informazioni rilevanti circa gli effettivi bisogni dei diversi territori.


    Questo excursus mi serve per affermare questo: se è vero che non può esistere un sistema politico moderno senza rappresentanza (come affermi tu) è anche vero che questa dimensione può giocare solo un ruolo "consultivo" (e solo in alcuni casi vincolante - penso ai temi etici -) se si vogliono affrontare problemi e situazioni che hanno implicazioni di carattere globale.

    Insomma: non possiamo accontentarci del simpaticone e/o arruffone e/o affabulatore e/o patrono di turno. C'è bisogno che le ideologie cedano in parte il passo alla competenza.


    Concorsi pubblici con  seri controlli per fare i politici potrebbe rappresentare una buona soluzione. Ovviamente se si viene segnalati da un'illustre esponente del settore che ben venga. Rappresenterà una nota di merito che, tuttavia, dovrà passare al  vaglio di un esame....delle competenze.

    Quando si supera il concorso si può iniziare l'attività di "raccolta consensi" se si ha intenzione di scegliere il filone "rappresentanza politica" (ideologie-diritti umani-temi etici etc..), mentre se si aspira al ramo espressamente tecnico si può perseguire un iter di formazione continua secondo la quale, per avanzare di "grado" è necessario sostenere una verifica.

    Ecco la flessibilità nel mondo della politica nell'era dell'economia della conoscenza (preferisco ecosofia anche se, avrei bisogno di discuterne con persone competenti, prima).









     

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